In Giappone usano i lupi robot per tenere lontani gli orsi

In Giappone usano i lupi robot per tenere lontani gli orsi

A Takikawa, una città giapponese di 40mila abitanti, le autorità locali hanno installato due lupi robot, chiamati “Monster Wolf”, per tenere lontani gli orsi che negli ultimi mesi si erano avvicinati alle case in cerca di cibo, diventando pericolosi per le persone. I due lupi meccanici muovono la testa a destra e sinistra ed emettono suoni per spaventare gli orsi che si avvicinano: sono stati posizionati uno vicino a un quartiere residenziale e un altro in un campo in un’area periferica.

I lupi sono alti circa ottanta centimetri e lunghi un metro, ma sono posizionati su una piattaforma che li rende visibili dagli orsi anche da lontano. Sono ricoperti da una pelliccia finta, hanno le zanne in mostra e gli occhi rossi lampeggianti. Attraverso altoparlanti i lupi diffondono suoni striduli e ululati quando qualcuno entra nel perimetro dei loro rilevatori di movimento. I suoni prodotti dai finti lupi sono percepibili fino a un chilometro di distanza: ce ne sono 60 varietà, che si alternano, tra cui l’abbaiare di cani, la voce di un cacciatore e gli spari di un fucile. Ciò per far in modo che gli orsi non si abituino ai suoni.

Secondo Hiroki Kondo, un funzionario di Takikawa, da quando sono stati installati i robot meccanici nella cittadina non ci sono stati più avvistamenti di orsi. Secondo i dati ufficiali, negli ultimi mesi in Giappone è stato raggiunto il record di avvistamenti di orsi negli ultimi 5 anni. Ad ottobre il governo giapponese aveva organizzato una riunione d’emergenza per affrontare il problema, dopo diverse aggressioni di orsi a umani, due delle quali mortali.

Il video del governo tedesco sui giovani e il coronavirus

Il video del governo tedesco sui giovani e il coronavirus

Il governo tedesco ha diffuso uno spot particolare per invitare le persone, e specialmente le persone giovani, a stare a casa per limitare i contagi da coronavirus.
Lo spot è ambientato nel futuro, si intuisce. Il protagonista è un uomo anziano, che racconta quale fu il suo “eroico” ruolo nell’inverno del 2020, quando arrivò la seconda ondata del coronavirus. Il modello evidente dello spot sono i racconti degli anziani veterani di guerra che raccontano come fecero il loro dovere, quando fu loro richiesto dal paese. In questo caso, però, ciò che il paese richiede è un tipo di eroismo un po’ diverso. Questo è quello che racconta l’uomo:

Era l’inverno del 2020 quando tutti gli occhi del paese si rivolsero verso di noi. Avevo appena compiuto 22 anni, studiavo ingegneria a Chemnitz quando arrivò la seconda ondata.
22 anni, l’età in cui vuoi far festa, studiare, conoscere nuove persone e tutto il resto. Andare a bere una cosa con gli amici.

Il destino però aveva per noi un piano diverso. Un pericolo invisibile minacciava tutto ciò in cui credevamo. Improvvisamente, il destino del paese fu nelle nostre mani. Radunammo tutto il nostro coraggio e facemmo quello che ci si aspettava da noi, l’unica cosa giusta da fare: NIENTE.
Assolutamente niente. Fummo pigri come procioni. Notte e giorno restammo a casa e combattemmo contro la diffusione del virus.
Il divano era il nostro fronte, la pazienza era la nostra arma.
Sai, ogni tanto sorrido quando ripenso a quel periodo. Quello fu il nostro destino. Così diventammo eroi. Nell’inverno del coronavirus del 2020.

Lo spot si chiude con la frase «Sii un eroe anche tu e resta a casa» ed è stato diffuso, tra gli altri, dal portavoce del governo Steffen Seibert con l’hashtag “eroi speciali”.

Anche quest’anno lo spot natalizio di Coca-Cola cerca di farvi piangere

Anche quest'anno lo spot natalizio di Coca-Cola cerca di farvi piangere

Come succede ogni anno in questo periodo, è stato diffuso lo spot natalizio di Coca-Cola. Racconta la storia di un uomo che fa di tutto, ma davvero di tutto, per consegnare a Babbo Natale la letterina della figlia, e c’è un piccolo colpo di scena finale.
Lo spot è stato diretto da Taika Waititi, regista di Jojo Rabbit, Thor: Ragnarok e Vita da vampiro, tra le altre cose.

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