La parodia del “Capodanno musicale italiano” trasmessa dalla tv russa

La parodia del "Capodanno musicale italiano" trasmessa dalla tv russa

Il 30 dicembre sul primo canale della tv pubblica russa (1 Pervyj Kanal) è andato in onda Ciao, 2020, una lunga parodia di un programma musicale italiano degli anni Ottanta, o meglio di un italianissimo “Festival musicale di Capodanno” (così è definito il finto programma) degli anni Ottanta.
Ciao, 2020 dura circa un’ora, ed è stato trasmesso all’interno di Vecherniy Urgant (Evening Urgant), un programma che esiste dal 2012, si ispira esplicitamente ai late show statunitensi e ha spesso ospiti internazionali. È condotto da Ivan Urgant, da cui prende il nome.

Ciao, 2020 è introdotto così: «Il team di Vecherniy Urgant ha deciso di non girare un’edizione speciale di Capodanno nel 2020. Verrà invece trasmesso uno spettacolo di musica italiana, notevolmente simile a uno russo!».
Fa le cose sul serio nell’imitazione della sua fonte di ispirazione: è interamente in italiano (sia le parti parlate sia le canzoni), benché sia un italiano non proprio sempre comprensibile, c’è il pubblico che balla in studio (tra loro anche poliziotti, calciatori e cardinali), ci sono i neon, ci sono i colori accesi e i costumi sono esagerati ma piuttosto coerenti con gli anni ’80. Ci sono grossi colletti, presentatrici con ampia scollatura, battute a doppio senso e frasi come:  «Non mi sono divertito così tanto da quando ho perso l’innocenza a Sanremo l’anno scorso» (minuto 11.47). A un certo punto arriva il Papa (Pippo il Secondo) ad “autorizzare” il nuovo anno. Tra i cantanti che si esibiscono ci sono artisti famosi in Russia i cui nomi sono stati tradotti per l’occasione (tra loro Filipp Kirkorov, Zivert, Little Big, Niletto e Klava Koka), e per tutta la durata del programma lo stesso conduttore Ivan Urgant si chiama Giovanni Urganti.
Molte delle canzoni, inoltre, sono canzoni famose in Russia che per Ciao 2020 sono state “tradotte in italiano” (qui c’è la versione originale di Crush, la canzone di Niletto e Klava Koka , per esempio).

Il video pubblicato su YouTube è segmentato in modo che sia facile andare a vedere specifici spezzoni. La scaletta è questa, per chi vuole esplorare:
01:30 Giovanni Urganti e Tutti Frutti – Cinque minuti (introduzione al programma)
05:11 Niletto Niletti e Claudia Cocca – Crush
07:22 Intervista al regista pornografico Alessandro Pallini
08:57 Jony – La Cometa
12:34 Ornella Buzzi
13:22 Arti e Asti – Bambina balla
17:43 Milanka e Gerolomo Paffuto
18:28 Crema de la soda – Piango al tecno
20:54 Gigi
23:05 La Dora – Innamorata
25:43 Pubblicità (di un detersivo che si chiama “Buono” e lascia “tanto tempo per amore”)
27:25 Nicola Basca con Daniele Milocchi – La Baldoria
30:03 Giorgio Criddi – Ragazza Copertina
31:41 Attrici della telenovela Quattro puttane (sic, nella loro “intervista” si parla perlopiù di formati di pasta, poi c’è una gara a chi risucchia più velocemente uno spaghetto)
34:16 Giovanni Dorni – Cicchi
36:28 Ida Galicci
37:02 Julia Ziverti – Credo 
39:35 Enrico Carlacci
41:01 Piccolo Grandi (che in realtà sono la band Little Big, che è stata anche all’Eurovision) – Mamma Maria
46:55 Pippo il Secondo (il Papa)
49:47 La Soldinetta, Vittorio Isaia e Giovanni Urganti – Chiesi io al frassino

Gli uccelli morti a Roma la notte di Capodanno

Gli uccelli morti a Roma la notte di Capodanno

Da giovedì sera, stanno girando online foto e video che mostrano decine (o centinaia) di uccelli morti in alcune vie del centro di Roma nei pressi della stazione Termini. Secondo le prime ricostruzioni, gli uccelli morti sarebbero per la maggior parte storni, che in questo periodo affollano gli alberi del piazzale della stazione Termini. I motivi della morte di così tanti uccelli non sono chiarissimi, ma si sono fatte alcune ipotesi. La più credibile, per il momento, è quella secondo cui gli uccelli sarebbero morti schiantandosi tra loro o contro i palazzi ai lati delle strade volando disordinatamente dopo essere stati spaventati dai botti e dai fuochi artificiali sparati per festeggiare Capodanno. Questa ipotesi è stata sostenuta anche da un portavoce della LIPU – la Lega italiana protezione uccelli – sentito dall’AGI.

 

Il bilancio del 2020 secondo Zerocalcare

Il bilancio del 2020 secondo Zerocalcare

In primavera, durante il primo lockdown, il fumettista italiano Zerocalcare aveva iniziato a pubblicare sui propri profili social una serie di video dal titolo “Rebibbia quarantine” (che andavano in onda anche su La7, nella trasmissione Propaganda Live).

Erano dei cartoni animati disegnati da Zerocalcare che raccontavano come lui stesso stava vivendo la quarantena dovuta all’emergenza sanitaria, e furono accolti con grande favore dal pubblico, oltre che molto commentati e condivisi, al punto che quando il fumettista aveva smesso di pubblicarli, molti fan avevano chiesto più volte dei nuovi episodi.

Ora Zerocalcare ha pubblicato un nuovo video sullo stile di quelli di “Rebibbia Quarantine”, per fare un bilancio dell’anno che è stato, ancora una volta incentrato su come è stato vissuto il coronavirus in Italia.

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