I veicoli di “Mad Max: Fury Road” si possono comprare all’asta

I veicoli di "Mad Max: Fury Road" si possono comprare all'asta

Dal 25 al 26 settembre sarà possibile partecipare a un’asta per comprare alcuni dei celebri e tamarrissimi veicoli realizzati per le riprese del film del 2015 Mad Max: Fury Road, con Tom Hardy e Charlize Theron. In tutto ci sono 13 veicoli all’asta, che è stata organizzata dalla società australiana Lloyds: il sito della società non specifica quale saranno i prezzi di partenza.


In primo piano il “Gigahorse”, uno dei veicoli all’asta

In Mad Max: Fury Road i mezzi come auto e camion, molto modificati, hanno un ruolo centrale: il film, infatti, è ambientato in un futuro post apocalittico in cui si lotta per la benzina e per l’acqua, e dove il potere è detenuto da bande di automobilisti che attraversano il deserto a bordo di assurde automobili attrezzate con grossi speroni, mitragliatrici e altri tipi di armi (oltre, in un caso, a un enorme sistema di amplificazione per suonare una chitarra elettrica dotata di lanciafiamme).

 

Il trailer del nuovo film della saga di “Matrix”

Il trailer del nuovo film della saga di "Matrix"

È stato pubblicato il primo trailer di The Matrix: Resurrections, il nuovo film della saga di Matrix. Il film è un sequel dei primi tre, usciti tra il 1999 e il 2003, e ha come protagonista ancora Keanu Reeves nel ruolo di Neo. Tra gli attori dei primi tre film che riprendono i loro ruoli ci sono anche Carrie-Anne Moss (Trinity) e Jada Pinkett Smith (Niobe, nel secondo e terzo capitolo), mentre tra i nuovi ci sono Yahya Abdul-Mateen II – che interpreta una versione più giovane di Morpheus, il personaggio che nei film precedenti era interpretato da Laurence Fishburne – e Neil Patrick Harris. Il film è scritto e diretto da Lana Wachowski, che insieme alla sorella Lilly aveva realizzato anche i primi tre film della saga. Uscirà al cinema il prossimo 22 dicembre negli Stati Uniti e il 1º gennaio 2022 in Italia.

– Leggi anche: “Matrix” è ovunque

Il trailer in italiano

Il trailer in inglese

– Leggi anche: “Matrix” è una metafora transgender

La rimozione della controversa statua del generale Lee di Richmond, in Virginia

La rimozione della controversa statua del generale Lee di Richmond, in Virginia

L’8 settembre a Richmond, la capitale della Virginia, è stata rimossa la statua equestre di Robert E. Lee, il generale che durante la Guerra civile americana comandava l’esercito sudista, quello degli stati favorevoli allo schiavismo. La statua, alta 6,4 metri, era uno dei principali monumenti contestati durante le proteste per l’omicidio di George Floyd dell’anno scorso per via del loro significato politico: era stata eretta nel 1890, nel periodo in cui furono introdotte le leggi di segregazione razziale (le cosiddette leggi Jim Crow), che istituzionalizzarono le discriminazioni verso i neri nonostante l’abolizione della schiavitù.

Il governatore della Virginia, il Democratico Ralph Northam, aveva annunciato la rimozione della statua più di un anno fa, dicendo: «In Virginia non si può più diffondere una versione falsa della storia e, nel 2020, onorare ancora un sistema che era basato sulla schiavitù. (…) Quella statua è stata lì per molto tempo. Ma era sbagliata allora ed è sbagliata adesso. Quindi la tireremo giù». La rimozione era stata ritardata a causa di due ricorsi presentati da alcuni cittadini di Richmond: la settimana scorsa la Corte Suprema della Virginia li ha rigettati. Il piedistallo della statua, alto 12 metri, rimarrà dove si trova finché non sarà realizzato un progetto per cambiare la zona in cui si trova, nel centro di Richmond.

Durante le proteste del 2020 la statua di Lee era stata vandalizzata, ma anche in precedenza c’erano state delle richieste per la sua rimozione, da parte dei progressisti e della comunità afroamericana. Ad esempio, se ne era parlato nel 2017, in occasione della manifestazione di Charlottesville, in cui un uomo in automobile aveva investito un gruppo di manifestanti che si opponevano a un raduno di estremisti di destra.

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