Le frasi sessiste di Amadeus durante la presentazione delle co-conduttrici di Sanremo

Le frasi sessiste di Amadeus durante la presentazione delle co-conduttrici di Sanremo

La mattina del 14 gennaio c’è stata la conferenza stampa di presentazione della 70a edizione del Festival di Sanremo, che sarà dal 4 all’8 febbraio. Durante la conferenza stampa, il conduttore Amadeus ha presentato – tra le altre cose – le sue co-conduttrici: Monica Bellucci, Laura Chimenti, Antonella Clerici, Emma D’Aquino, Rula Jebreal, Diletta Leotta, Francesca Sofia Novello, Georgina Rodriguez, Sabrina Salerno, Alketa Vejsiu e Mara Venier.

Parlando di loro, Amadeus ha detto che «ovviamente sono tutte molto belle» e poi, parlando di una di loro – Francesca Sofia Novello, nota per essere la compagna di Valentino Rossi – ha detto che è «bellissima», ha ripetuto che è «molto bella» e ha aggiunto: «È stata scelta da me perché vedevo che – intanto, la bellezza – ma la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro». Ha aggiunto, infine, che è «simpaticissima».

Spotify ha fatto delle playlist per gli animali domestici (e un podcast per i cani)

Spotify ha fatto delle playlist per gli animali domestici (e un podcast per i cani)

Spotify, il più grande servizio di streaming musicale al mondo, ha lanciato una nuova sezione del suo sito che genera playlist per animali domestici. La sezione – più o meno a metà tra la trovata di marketing e l’effettiva utilità – chiede di scegliere tra diversi animali (cani e gatti, ma anche uccelli, criceti e iguane), di spiegare poi come sia il carattere dell’animale domestico per il quale si intende creare la playlist e, infine, di aggiungere il suo nome e la sua foto. «Sembra», ha scritto The Verge, «che il generatore di playlist scelga canzoni che possano piacere al padrone, variandone ritmi e generi in base a come sono stati descritti i tratti della personalità dell’animale domestico».

Spotify ha anche creato un podcast pensato per calmare e fare compagnia ai cani quando li si lascia a casa da soli. Per ora ci sono due episodi: entrambi durano circa cinque ore e alternano una voce rassicurante, musica tranquilla e suoni ambientali.

La scuola di Roma che descrive i suoi studenti dividendoli per classi sociali

La scuola di Roma che descrive i suoi studenti dividendoli per classi sociali

Circola molto online – grazie a una prima segnalazione di Leggo – il testo che una scuola di Roma pubblica sul proprio sito istituzionale, e che divide gli studenti in classi sociali a seconda della sede in cui studiano. La scuola in questione è l’Istituto Comprensivo “Via Trionfale”, che è suddiviso in quattro plessi distribuiti nei municipi XIV e XV di Roma, e che comprende classi di scuola dell’Infanzia, di scuola primaria e di scuola secondaria di I grado. Nella sezione del sito in cui viene presentata la scuola, si legge che «l’ampiezza del territorio rende ragione della disomogeneità della tipologia dell’utenza che appartiene a fasce socio-culturali assai diversificate», e la descrizione prosegue con una dettagliata suddivisione dell’estrazione sociale degli alunni delle varie sedi:

La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono, infatti, alunni  appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre il Plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario, accoglie  alunni di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana; il plesso di via Vallombrosa, sulla via Cortina d’Ampezzo, accoglie, invece, prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili).

Dopo la pubblicazione dell’articolo, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha scritto su Facebook che «la scuola dovrebbe sempre operare per favorire l’inclusione. Descrivere e pubblicare la propria popolazione scolastica per censo non ha senso. Mi auguro che l’istituto romano di cui ci racconta oggi Leggo possa dare motivate ragioni di questa scelta. Che comunque non condivido».

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