Se non ci saranno le Olimpiadi a Roma forse dipende anche dal meccanico, dal fruttivendolo e dall’edicolante di Di Battista

Se non ci saranno le Olimpiadi a Roma forse dipende anche dal meccanico, dal fruttivendolo e dall'edicolante di Di Battista

Il deputato e dirigente del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista ha raccontato nel suo nuovo libro Meglio liberi un episodio precedente alla decisione di opporsi alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, una scelta dell’amministrazione del M5S guidata dalla sindaca Virginia Raggi che fu criticata da molti, a partire dal Partito Democratico.

Nel libro Di Battista dice che, pur essendo sempre stato contrario alle Olimpiadi, inizialmente credeva che dovessero essere i cittadini romani a decidere. Così chiamò  il suo meccanico di fiducia, Massimo, dicendogli «scherzando, ma neppure troppo» che dovevano prendere una decisione. Il meccanico radunò una decina di persone, tra cui un fruttivendolo, un edicolante e un pensionato, che si dissero subito contrarie alle Olimpiadi, adducendo varie motivazioni che si riferivano ai debiti della città, alle altre priorità e all’affidabilità delle persone che avrebbero gestito il progetto.

Di Battista scrive che dopo il colloquio con quello che lui chiama il suo “soviet personale” mandò un messaggio a Virginia Raggi con scritto: «Sulle Olimpiadi nessuna esitazione, linea durissima. La stragrande maggioranza dei romani sta dalla nostra parte».

 

C’è un nuovo video degli OK Go, pieno di fogli di carta

C'è un nuovo video degli OK Go, pieno di fogli di carta

È uscito il video di Obsession, il nuovo singolo del gruppo statunitense OK Go, famoso soprattutto per le coreografie molto originali dei loro video (come quello in cui fluttuano dentro un aereo). Per realizzarlo sono state utilizzate 567 stampanti e moltissimi fogli, che nel corso del video creano pattern o mosaici di fotografie, prima di cadere a terra: per vederli meglio conviene impostare la qualità di riproduzione di YouTube al massimo.

A Donald Trump non sta bene di essere «probabilmente» la persona dell’anno

A Donald Trump non sta bene di essere «probabilmente» la persona dell'anno

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto su Twitter di aver rifiutato una proposta del magazine americano Time di essere la persona dell’anno per la rivista anche nel 2017 (lo è stato nel 2016):

«La rivista Time mi ha chiamato per dirmi che PROBABILMENTE sarei stato nominato “uomo (persona) dell’anno” come l’anno scorso, ma che avrei dovuto acconsentire a un’intervista e a un grosso servizio fotografico. Ho risposto che probabilmente non va bene, e ho declinato. Grazie lo stesso!».

Time ha smentito quanto detto da Trump, scrivendo su Twitter: «Il presidente sbaglia sul modo in cui scegliamo la persona dell’anno. Time non fa commenti sulla scelta fino alla pubblicazione del numero dedicato, che avverrà il 6 dicembre».

Nel 2015 la persona scelta dalla rivista era stata la cancelliera tedesca Angela Merkel, che non fu né intervistata né fotografata per la rivista, bensì rappresentata sulla copertina da un dipinto. Trump ha sempre avuto un rapporto controverso con il numero sulla persona dell’anno di Time; dopo la scelta di Merkel ad esempio si era lamentato su Twitter che la rivista non avrebbe mai scelto lui come persona dell’anno.

La copertina di Time con Trump come persona dell’anno arrivò nel 2016:

Molte persone hanno preso in giro Trump per il suo tweet, tra cui il tennista Andy Murray e l’attrice comica Julia Louis-Dreyfus.

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