Fidarsi è bene

Che gli italiani facciano schifo, però, non è proibito pensarlo: io per esempio lo penso, ma dovrei impiegare almeno una pagina o due per spiegare decentemente che cosa intendo dire. Del resto, in discorsi privati, l’ho sentito dire centinaia di volte: che gli italiani sono civicamente immaturi, politicamente inaffidabili, orgogliosamente inconsistenti.
In pubblico è diverso, e che lo dica un politico resta penoso.
Ma ciò non elimina i dati storici di questo Paese: la velocità nel passare da fascismo ad antifascismo, dagli anni Settanta agli Ottanta, da Craxi a Di Pietro, da un conformismo all’altro, dall’azione alla reazione. Se i partiti del Dopoguerra sono crollati progressivamente tutti (il partito più vecchio, oggi, è la Lega) è anche perché gli italiani sono un po’ volatili.
D’altra parte, oggi, lo scenario è inquietante: non si vede altro che una classe politica impegnata a blandire l’elettorato, carezzarlo per il verso giusto, comprenderlo, giustificarlo, sino a fargli credere – complici certi talkshow – che la vita gliela debbano risolvere interamente i politici. Ma i politici non sono pedagoghi, e gli elettori non sono bambini. Il grande equivoco del populismo tuttavia può solo peggiorare, da noi. Grillo, poi, ha abbassato enormemente l’asticella: e gli altri inseguono. Ecco perché no, non ce la vedo una Repubblica presidenziale. Non mi fido. Di loro, ma soprattutto di noi.

(Pubblicato su Libero)

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