Quando Feltri difendeva Fini

Esercitazione per l’esame di giornalismo. Il candidato legga la seguente dichiarazione testuale:

Non capisco perché trattino Fini come un cretino… Berlusconi pensa di essere democratico, ma i riti democratici lo irritano. Tratta solo con Bossi e gli dice sempre di sì perché senza la Lega non si governa. Per questo lo asseconda… Il Pdl diventerà il partito del Sud… Il popolo di Forza Italia non può vedere Fini? Ma quale popolo… quattro disperati che dicono su un blog cose infondate e insultanti. Che c’entra il paragone con Follini? Con Fini andrebbe stabilito un rapporto paritario… I colonnelli di Fini dicono che è fatale che il leader sia Berlusconi. Un conto però è farsi berlusconizzare, un conto è mettersi nella posizione di adoratori… La verità è che Fini non è mai stato fascista. E’ di destra in quanto si contrappone alla sinistra. E’, diciamo, un radicale di destra. Che male c’è?… Non credo che Fini voglia succedere a Berlusconi. Gli piace fare quello che fa e essere preso in considerazione non come leader esecutivo ma come oracolo da consultare con rispetto.

Il candidato ha tre secondi per indicare se la suddetta dichiarazione:

1) E’ un’intervista a Italo Bocchino uscita su l’Unità di ieri;
2)  E’ un’intervista a Giulia Bongiorno uscita su Repubblica dell’altro ieri;
3) No no, è un’intervista a Vittorio Feltri uscita su Il Riformista del 17 marzo 2009, un annetto fa.

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