Il referendum sulla giustizia, spiegato bene

Il 22 e il 23 marzo voteremo per decidere come funziona la magistratura – carriere, CSM, sanzioni – in un referendum molto tecnico che è diventato soprattutto uno scontro politico

di Francesco Costa
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Il 22 e il 23 marzo si vota per un referendum costituzionale su una materia che conosciamo pochissimo. Tanto che in realtà non voteremo sulla “giustizia” in astratto, ma su un pezzo molto specifico e tecnico del funzionamento dello Stato: la magistratura, le sue carriere, il suo autogoverno, il modo in cui vengono scelte le persone che decidono nomine e sanzioni. È un referendum senza quorum, qualcuno vincerà e qualcuno perderà in ogni caso. E siccome la questione è tecnica e complessa, la campagna elettorale ruota quasi esclusivamente attorno a esagerazioni e balle.

In questa puntata proviamo a mettere ordine: capiamo innanzitutto da dove nasce e da dove arriva questa riforma, quali sono gli argomenti più solidi di chi la sostiene e di chi la contesta, cosa cambierebbe davvero se vincesse il sì e quali invece sono le semplificazioni, le paure e le promesse che non reggono. E poi c’è la questione politica: perché, al di là degli aspetti tecnici, per molti questo referendum avrà soprattutto un altro significato.

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