Il bullismo degli adulti

Dai commenti su Crans-Montana ai discorsi su scuola e smartphone: quando qualcosa riguarda gli adolescenti, gli adulti creano nuove forme di prevaricazione

di Francesco Costa
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La strage di Crans-Montana ci ha mostrato come parliamo degli adolescenti quando questi finiscono al centro dell’attenzione. Abbiamo letto e sentito moltissime colpevolizzazioni – “erano incollati al telefono”, “se la sono cercata”, “non hanno capito il pericolo” – e la storia recente ci fornisce tanti esempi simili, quando parliamo di scuola, maturità, smartphone, sicurezza, nel riflesso degli adulti di trasformare tutto in una brutale lezione morale.

Ne parliamo con Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta che lavora da decenni con adolescenti e famiglie, per capire cosa c’è dietro quella cattiveria: meccanismi di difesa, paure e inadeguatezze enormi, una cultura che scarica sui ragazzi le proprie fragilità. Il risultato è che il bullismo non è più solo una dinamica tra coetanei, ma una forma di prevaricazione adulta: nel modo in cui commentiamo, giudichiamo, ridicolizziamo, infantilizziamo.

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