È talmente bravo che riesce a non sbagliarne una

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Ogni giorno Federico Bernocchi tiene un programma su Radio Rai2 che si chiama Canicola. È tipo il più bel programma del mondo dopo Radio TSO e prima di Acapulco. Solo che Radio TSO non lo fanno più. E Acapulco lo stiamo aspettando un po’ tutti. A parte Dispenser. E aggiungo Condor per campanilismo. Insomma, lui Federico Bernocchi allora fa Canicola. Per il programma faccio un disegno brutto al giorno. Brutto che fa provincia. Ci provo almeno. Un mashuppone di alcuni argomenti toccati dalla puntata. Perché? Boh. Perché chi non farebbe dei disegni per la radio? Quindi dicevo, ogni giorno, da mezzogiorno all’una e mezza come dei veri califfi ascoltate Canicola oppure scaricatevi il podcast (che contiene il disegno del giorno che potete trovare anche qui grandissimo) E qui troverete fino a Settembre un disegno al giorno con il testo che ricevo dei temi della puntata da Bernocchi. Vi siete mai sentiti più felici? Ecco. Felicizzatevi.

Oggi facciamo un piccolo punto su un personaggio che da anni – da tanti anni – rappresenta la gioventù musicale, cinematografica, modaiola, sessuale, ecc… Tutte le gioventù possibili immaginabili, insomma. Sai chi? Pharrell Williams. Che alla fine uno dovrebbe averlo anche un po’ in odio – e con Happy un po’ ce l’ha fatta – ma che in realtà è talmente bravo che riesce a non sbagliarne una. Ora ha prodotto questo film che si intitola Dope che sembra essere la cosa più hipster dell’UNIVERSO intero ma che ha una colonna sonora incredibile e piena di chicchette rap, soul e r’n’b. Poi ci viene a trovare l’amico Paolo Bernardelli che è uno sceneggiatore, scrittore, regista che ha messo le sue lunghe manone su tante cose interessanti sia su grande schermo che su computer. Adesso mi ha raccontato che sta provando a girare il pilota di una serie con Oculus, quella specie di esperimento targato 2015 della realtà virtuale ma fatto con lo smartphone. Non è curioso il fatto che ogni tot si tenti di fare qualcosa che ha a che fare con la realtà virtuale, espansa o differente rispetto a quella che percepiamo? Cioè, l’idea – un po’ Strange Days – di vivere tramite un device una vita altrui, differente, diversa?

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