Quel bravo figlio di Putin

Oliver Stone ha girato bei film, a tesi, semplici, potenti.
È stato pluripremiato (Oscar, Golden Globe, eccetera).
Poi ha deciso di riscrivere la storia degli Stati Uniti. Con l’aiuto di un professore universitario. Showtime, la pay tv della CBS, la televisione (privata) di Homeland, è anche quella di Stone.
La storia americana in dieci puntate è ora un libro e lo trovate su Netflix. Con derive complottiste, per chi apprezza queste tesi che tirano anche dalle nostre parti.
Nella storia secondo Stone sono entrati poi ritratti-interviste a Fidel Castro e Chavez. E Putin.
Imbarazzante nell’intervista l’attacco a Hillary Clinton di Stone mentre è in corso l‘inchiesta americana sulle interferenze russe nelle recenti elezioni a favore di Trump.
Nelle presentazioni della stampa italiana ho letto del “liberal” Stone. Boh, il termine non ha più significato, soprattutto se attribuito ad uno come Stone.

Questa intervista è andata in onda in Russia nel principale canale di stato. Per dire che probabilmente non è risultata sgradita. Da noi, la prima parte, su Rai Tre. Con un discreto ascolto, visti i tempi (con oltre il 4 per cento in prima serata oggi si salva la pelle).
Sul New York Times ho letto chi ha scritto (sintetizzo) che è una boiata. Il Guardian invece ha applaudito.
Per me è andata come con Fidel Castro. Si vede che Stone è preso da incantamento dei dittatori. E che intervistare non è il suo mestiere. Bella invece, sempre, la forma.
Ho letto, sempre in Italia, di “un corpo a corpo” tra Stone e Putin. Forse nel senso che si sono voluti tanto bene.