Togetherness, scene da un matrimonio

Si scoprono a vicenda mentre si masturbano. Marito e moglie tra i 30 e i 40 anni, lui ingegnere del suono, lei a casa con due figli. Un matrimonio di due come tanti, meno fighi di quelli di The Affair (che ha vinto inopinatamente ai Golden Globes) e senza nemmeno gli Hamptons di sfondo. In più una sorella di lei e un amico di lui che riempiono la casa e trasportano le loro vite confuse a Eagle Rock, il quartiere di Los Angeles dove vive la piccola e media borghesia (così si diceva una volta) che lavora a Hollywood e dintorni, senza essere tra i famosi.

È partita come la serie comedy minore, oscurata nel lancio da Girls (New York) e anche da Looking (San Francisco), in onda la domenica sera su HBO, tutti e tre insieme. E invece Togetherness è la migliore.
Scritta dai fratelli Duplass (uno dei due, Mark, interpreta il marito) con quel grado di realtà che ci fa fare subito amicizia con i quattro protagonisti. Finalmente, l’understatement (chiamatelo come volete, la “normalità”) entra per una volta nelle nostre case. È la cosa più difficile raccontare, storie di quotidiana banalità. Non c’è più sesso in famiglia ma per ora (nella prima puntata) non si guarda fuori di casa per cercarlo. Succederà, è scritto. Ma Brett e Michelle (marito e moglie) sono i migliori amici l’uno dell’altra. Sono soci. Sono teneri e sinceri. In famiglia ci sono i soldi per campare, uscire a cena ogni tanto. È Hollywood senza il red carpet.

La famiglia allargata, con il migliore amico del marito e la sorella di lei, racconta una crisi, due crisi, tre crisi. Ma anche nemmeno una. È la vita così com’è. Il lavoro che si vorrebbe fare, l’amore com’era, le preoccupazioni per i figli.
Siamo dalle parti dell’evoluzione della sitcom, che ci ha sempre raccontato l’America di tutti i giorni mentre le serie drammatiche ci raccontano serial killers, politica, tribunali, supereroi, l’America che si vende di più nel mondo. La sitcom contemporanea, senza risate finte, ha una scrittura che avanza per situazioni più che per battute. Ci fa sorridere di noi stessi. Senza sganasciarci. Ci fa guardare allo specchio e non è detto che ci piaccia quello che vediamo.

Certo siamo lontani dal mondo di Lena Dunham e delle sue amiche (Girls). Non è solo una questione generazionale. Come dice il titolo (Togetherness, Insieme) ci sono modi diversi di fare famiglia. E di essere amici. Ricordate anche Friends? Ecco, dopo Togetherness nessuno finirà per sposare Brad Pitt o pubblicare la propria autobiografia a 25 anni. Evviva.