Fregare i consumatori e vivere felici

L’interesse generale è concetto strano e controverso. Proprio perché si presta alle interpretazioni le più diverse, è tanto probabile che i politici se ne facciano scudo, quanto è probabile che, in realtà, si prestino a favorire questo o quell’interesse particolare. Gli interessi particolari possono essere del genere che si conta (quando spostano voti direttamente) o del genere che si pesa (quando possono aiutare a condizionare l’opinione pubblica). In un caso e nell’altro, hanno referenti concreti, gente alla quale si può dare la mano e con cui si può negoziare.
È prevedibile, quindi, che la politica faccia appello all’interesse generale, ma poi si occupi di garantire gli interessi particolari.

Per questo stupisce, per eccessivo candore, l’intervista di Maurizio Lupi al Corriere di oggi. Il Ministro spiega ad Antonella Baccaro gli obiettivi che il governo sta perseguendo con il piano aeroporti. La Baccaro fa il suo mestiere e azzarda:
«Alitalia vi ha chiesto di porre un limite allo strapotere delle low cost che hanno mangiato il mercato».
Risponde Lupi:
«Certo, e abbiamo avviato un’azione volta a fare in modo che gli scali offrano pari condizioni a tutte le compagnie, senza privilegiare le low cost».

Quel «Certo» è davvero inquietante. Cerchiamo di immaginare quale potrebbe essere l'”interesse generale” degli italiani, in tema di trasporto aereo. Verosimilmente, avere a disposizione il più ampio ventaglio di offerte possibile, incluse anche e soprattutto opzioni a prezzo molto limitato. Le compagnie low cost hanno fatto precisamente questo: hanno abbassato i prezzi ed ampliato l’offerta. Per farlo, hanno puntato sugli scali periferici, non valorizzati dai grandi vettori e nei quali il loro arrivo ha spesso rappresentato una vera e propria “svolta” per i territori coinvolti. In taluni casi, sono state offerti loro sussidi per volare da e verso un certo aeroporto (non sono state “privilegiate”: semplicemente, hanno colto opportunità che le grandi non hanno saputo o non hanno voluto afferrare).

Sarebbe opportuno rivedere le regole del gioco? Può darsi, ma messa come la mette Lupi la questione è ben diversa: il governo pare considerare adeguato intervenire a vantaggio di Alitalia, e “contro” l’offerta low cost. Un singolo interesse particolare pesa di più dell’interesse, disperso, dei consumatori. Probabilmente è normale che sia così: così fan tutti. Ma è meno normale che un ministro lo dica con tanta spudoratezza, al primo quotidiano nazionale, senza temere di suscitare l’indignazione dell’opinione pubblica.