Domenico Criscito, il gregario utile

Ero stato a Coverciano in quei giorni, insieme a Roberto Baggio, Presidente del settore tecnico, a presentare ad Abete un progetto per migliorare la qualificazione degli istruttori che lavorano coi giovani nelle scuole calcio dilettantistiche.

La Nazionale stava preparandosi agli Europei 2012. C’era un clima apparentemente sereno. Avevo salutato un sacco di giocatori con cui avevo condiviso l’avventura dei due Mondiali precedenti, in primis Andrea Pirlo, come sempre tranquillo e sicuro di sé.

Tra questi c’era anche Domenico Criscito che avevo conosciuto in Sudafrica. Lippi dette fiducia all’allora terzino del Genoa, lasciando a casa Grosso, uno degli eroi di Berlino. Non fu una scelta felice. Il ragazzino fece benino all’esordio ma poi si perse col crescere delle responsabilità. Euro 2012 era l’occasione per rifarsi, per dimostrare di essere un giocatore maturato, affidabile, di livello internazionale. Da questo punto di vista l’esperienza allo Zenit va vista come un ulteriore passo avanti verso la piena consapevolezza di sè. Del resto nell’anno che precede l’europeo gioca 7 volte con la maglia azzurra, segno che Prandelli lo tiene in grande considerazione.

Il sogno azzurro di Criscito muore nella culla all’alba del 28 maggio prelevato da un blitz della Polizia per essere finito nel registro degli indagati all’interno dell’inchiesta sul calcio scommesse. Una delle accuse pendenti sul giocatore è ora cascata (quella della combine nel derby della lanterna) e, anche se resta ancora aperta l’istruttoria su Lazio-Genoa, le possibilità che il giocatore esca pulito da questa vicende è molto alta.

Nasce quindi spontanea, forte, inevitabile la domanda: cosa avrebbe potuto fare Criscito in Polonia e in Ucraina con la maglia azzurra, come sarebbe cambiato il cammino dell’Italia col suo apporto?

Naturalmente è impossibile dare risposte certe. Ma una piccola indagine a ritroso, partendo da alcuni indizi evidenti si può provare a fare… e non parliamo di intercettazione o dichiarazioni più o meno spontanee di pentiti, ma solo di statistiche e dati di fatto obiettivi.

Criscito gioca a febbraio, nella sua Genova, l’ultima sua partita in azzurro. Un’amichevole pre-europeo contro gli Stati Uniti. Prandelli lo schiera terzino sinistro nella difesa a 4. La prestazione è senza infamia e senza lode. Nel secondo tempo lascia il posto a Chiellini, con Ogbonna che scala in fascia. L’Italia naufraga. Prende gol da Demsey e perde la partita, segnali poco confortanti.

Con la sua esclusione dalla rosa per gli Europei e viste le difficoltà a dare concretezza al proprio gioco il CT azzurro decide di cambiare modulo e di passare per l’esordio con la Spagna al 3-5-2. Sulla fascia di Criscito finisce Giaccherini, un giocatore con caratteristiche molto più offensive. L’esperimento comunque funziona. L’Italia irretisce i Campioni del Mondo in carica e porta a casa un prezioso pareggio anche se una mancata diagonale proprio dell’esterno della Juve consente a Fabregas di buttarsi nel corridoio giusto e trovare il gol del pareggio, il solito discorso della coperta corta.

Tutto confermato contro la Croazia. In questa gara Criscito a mio avviso sarebbe stato utile, soprattutto nella ripresa, quando c’era da difendere l’1-0, maturato grazie al gol di Pirlo su punizione nel primo tempo. Nella seconda parte della gara l’Italia perde il controllo del gioco (primo tempo: 11 tiri fatti e 3 subiti, ripresa: 4 fatti, 7 subiti).  Un cambio Giaccherini-Criscito sarebbe servito per rafforzare la linee difensiva e forse portare a casa i 3 punti.

La squadra col 3-5-2 non sa vincere e produce poche palle gol. Prandelli è costretto a ripensare l’assetto tattico alla vigilia della partita decisiva contro l’Irlanda del Trap. Occorre fare bottino pieno e sperare che la Spagna faccia il suo contro la Croazia. Si torna al 4-3-1-2. Con la difesa a 4 Criscito sarebbe partito senz’altro titolare. Gioca invece Balzaretti che se la cava bene. Nel secondo tempo si infortuna Chiellini, al suo posto entra Bonucci. Anche in questo caso il nostra sarebbe tornato utile visto che può giocare senza problemi anche come centrale sinistro. Con molti affanni passiamo il turno. Ai quarti di finale ci aspetta l’Inghilterra, orfana di Capello, farcita di vecchie glorie e con lo spauracchio Rooney là davanti. Prandelli conferma Bonucci e Balzaretti e vince. Il terzino del Palermo si conferma come uno dei giocatori più in forma del momento, la vera sorpresa di Euro 2012. Spinge con decisione serve 4 volte Balotelli e 3 volte Cassano. L’Italia finisce col 64% di possesso palla ma senza gol. Ci salva il cucchiaio di Pirlo alla lotteria dei rigori… Criscito lo guarda in televisione invece che dalla panchina.

Semifinale. Italia-Germania. La partita della memoria e della speranza. La rivalità è fortissima. L’Italia è in un buon momento ma la Germania fa paura con tanti giovani finalmente nel pieno della maturità. Ma la partita incredibilmente la facciamo noi. Sarebbe stata la gara di Criscito! Fuori contemporaneamente Abate e Maggio Prandelli deve fare di necessità virtù. Sposta Balzaretti a destra e forza il recupero di Chiellini rischiandolo a sinistra. L’azzardo è premiato dalla prestazione e dalla generosità. Ma col terzino dello Zenit saremmo andati sul sicuro e avremmo avuto Chiellini al 100% per la finale.

Il conto degli sforzi fisici e mentali lo paghiamo salato contro la Spagna. Chiellini, esausto e ancora convalescente, viene confermato a sinistra ma si rompe dopo 20 minuti. Abate rientrante a destra ma in precarie condizioni delude. Anche negli altri reparti si vedono tanti giocatori svuotanti nei muscoli e nella testa, a partire dalla coppia d’attacco Balotelli-Cassano. La Spagna ci travolge.

Criscito sarebbe servito non tanto per cambiare col suo ingresso l’esito della finale, ma per consentirci, con la sua presenza nelle gare precedenti, una gestione meno in emergenza del materiale umano e delle energie psico-fisiche a disposizione. Con tutta probabilità saremmo arrivati a giocarci il titolo europeo con  dei presupposti diversi.

Ma la storia non si può riscrivere si può solo augurare a Domenico Criscito di riprendersi quella maglia azzurra persa il 28 maggio scorso… mi sembra che l’Italia possa ancora aver bisogno di lui.