In Qatar l’ombelico del calcio

La globalizzazione si fa sentire anche nel calcio. Le proprietà dei maggiori club europei sono in mano ad imprenditori extracomunitari e sempre più spesso si vedono competizioni o amichevoli di grande livello in località esotiche. Potremmo dire, sbagliando di poco, che il nuovo ombelico del calcio sia ormai negli Emirati Arabi.
Anch’io presentai, proprio in questo periodo, un paio di anni fa a Dubai, il nuovo sistema di scouting internazionale Pass-Football durante la prima edizione di Globesoccer, il forum internazionale sul calcio-mercato che il 29 dicembre scorso ha premiato Del Piero e Cristiano Ronaldo.
Intrigante, per gli incroci con gli ex tecnici rossoneri Leonardo e Ancelotti, il test match Milan-PSG. La partita è stata decisa dal gol di Pato, il giocatore più “parlato” di Capodanno proprio per un interessamento del club francese di proprietà della Qatar Investment Authority ,che avrebbe stanziato 61,5 milioni di euro per acquistare il rossonero e Kakà.

La QIA, fondata nel 2005, specializzata nel mercato energetico, gestisce i patrimoni personali della famiglia reale e dello stato del Qatar.
Ogni suo investimento è deciso dallo sceicco Hamad bin Jassem bin Jabr Al Thani, come quello stanziato per l’acquisto del 70% del PSG, il 31 maggio scorso, o come quello per costituire a Doha la struttura polifunzionale indoor più grande del mondo: l’Aspire Sports Academy, un istituto sportivo di ultima generazione finalizzato alla formazione dei futuri campioni, in grado di poter rappresentare presto il Qatar a livello internazionale. E’ in questo laboratorio dai connotati spaziali che si sta costruendo la nazionale di calcio che tra 10 anni esatti dovrà rappresentare proprio il Qatar, quale nazione ospitante la FIFA World Cup.

L’Aspire Zone, l’area di oltre 600 ettari su cui si estende l’ASA, ha ospitato nel 2006 i giochi asiatici e nel 2009 i campionati mondiali d’atletica leggera indoor. L’Aspire Sports Academy è nata come centro per offrire ai suoi allievi l’ambiente perfetto e più all’avanguardia in cui potersi immergere completamente nella cultura sportiva.
L’ASA è suddivisa in 4 dipartimenti, che sono:
1 Sport: organizza i programmi di allenamento di molte discipline sportive ma è specializzato soprattutto su calcio e atletica leggera.
2 QESA: il “Quality Management, Education and Social Affairs Department” segue l’educazione e lo sviluppo intellettuale dei propri studenti. QESA assicura il bilanciamento tra i programmi sportivi e di studio condotti dagli allievi dell’ASA. Fornisce anche supporto psicologico ai giovani studenti per assicurarsi che mantengano sempre un morale elevato.
3 IT: il dipartimento di “Information Technology” ha un ruolo cardine nell’offrire nuovi mezzi di supporto ad atleti, management, staff, genitori e sponsor sfruttando le ultimissime tecnologie. Oltre a portare innovazione e creatività nel campo dello sport, IT ha anche creato il primo Sistema Database degli Atleti a livello mondiale. Questo sistema raccoglie i dati degli atleti e li combina con diverse forme di interfaccia utente e con sistemi avanzati di analisi estremamente accurati.
4 Marketing: pianifica e organizza eventi sportivi e di altra natura, oltre a trovare e gestire gli sponsor e le carriere degli iscritti all’ASA.

L’area sportiva indoor, l’Aspire Dome, è stata progettata dal rinomato architetto francese Roger Taillibert e, oltre a strutture sportive avveniristiche, contiene al suo interno laboratori scienza dello sport che studiano, ad esempio, gli effetti dell’altitudine sulla performance, la biomeccanica dei vari gesti tecnici, i processi fisiologici per fasce d’età, gli effetti di tessuti, materiali sportivi e campi sintetici e di ultima generazione sulla performance.
Incredibile anche il progetto definito “Talent Identification Program” (TID) dove oltre 2.400 ragazzi vengono analizzati attentamente ogni anno in modo da poter scovare i giovani atleti più dotati di elevate potenzialità. Aspire promuove anche a livello scolastico dei programmi di abilità e sviluppo sportivo per bambini tra i 6-12 anni e partecipa attivamente anche a diversi eventi sportivi a livello giovanile.
I talenti così individuati entrano poi nel programma di sviluppo, lo Sport Skill Development Programs (SSDP), dove secondo una precisa pianificazione didattica vengono svolte le seguenti attività: bilanciamento statico e dinamico, consapevolezza degli spazi, differenziazione kinestetica, attività atletiche come salti, atterraggi, scatti ritmati, rotazioni e attività coordinative oculo-manuali quali passare, lanciare e afferrare oggetti e calciare.

Penso che il modello Aspire sia una best practice che anche noi italiani, seppur quattro volte campioni del mondo, dovremmo studiare per elevare il know-how delle nostre povere e desuete scuole dello sport (e scuole calcio in particolare), specchio di una società sempre più restia ad investire nella formazione dei propri giovani.