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  • Mercoledì 4 novembre 2026

JD Vance si è già distanziato da Trump

Il vicepresidente statunitense ha attribuito la sconfitta dei Repubblicani alla guerra in Medio Oriente, mettendo in dubbio che ne sia valsa la pena

Il vicepresidente JD Vance a un comizio nello stato di New York, 2 novembre 2026 (Tom Brenner/Pool Photo via AP)
Il vicepresidente JD Vance a un comizio nello stato di New York, 2 novembre 2026 (Tom Brenner/Pool Photo via AP)
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Mercoledì il vicepresidente statunitense JD Vance ha pubblicato un lungo post su X in cui analizza le ragioni della sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato e in cui indica la guerra in Iran come causa principale di questo risultato: «Il motivo per cui abbiamo perso è la guerra. Lo ha detto lo stesso presidente ieri sera», ha scritto.

Vance è tra gli esponenti dell’amministrazione di Donald Trump più contrari alla guerra e in generale ha posizioni isolazioniste, ma il fatto che abbia collegato il tema in modo così esplicito alla sconfitta elettorale è notevole. Vance è anche un probabile candidato presidente dopo Trump, insieme al segretario di Stato Marco Rubio, che invece ha assecondato la politica estera aggressiva e assertiva di Trump. Nel post invece Vance fa anche capire che si aspetta dal Partito Repubblicano un cambio di approccio sulla politica estera.

Vance dice di aver tratto queste conclusioni dopo aver parlato con due sondaggisti esperti. Questi gli avrebbero detto che il problema non è stata tanto la mancanza di mobilitazione degli elettori, quanto la loro delusione, che ha portato coloro che avevano votato per Trump nel 2024 a cambiare orientamento.

Secondo uno dei due sondaggisti, gli elettori delusi dal Partito Repubblicano avevano, e continuano ad avere, quattro aspettative: volevano che il partito ponesse fine alla guerra in Iran, che si concentrasse di più sul costo della vita e sull’inflazione, che mettesse l’America al primo posto (come uno dei noti slogan trumpiani, America first), e che cambiasse la sua relazione con Israele, il cui governo convinse Trump a iniziare la guerra.

Riferendosi ancora alla guerra Vance ha scritto: «Se volete sostenere che ne sia valsa la pena, che perdere il Senato per i prossimi 6 anni ne sia valsa la pena, allora fatelo». Il Senato si rinnova di un terzo ogni due anni, ma Vance implica che ci vorranno diverse tornate elettorali per rimediare alla sconfitta in quelle di martedì. «Sostenete che sia stato un prezzo che valeva la pena pagare. […] Ma tutti sanno perché abbiamo perso. E qualsiasi discussione onesta su come andare avanti da qui in poi deve partire proprio da lì».

Nel primo discorso pubblico dopo le elezioni, in cui in realtà ha parlato sostanzialmente di altro, Trump ha detto di essere d’accordo con l’analisi di Vance, ma che tornasse indietro rifarebbe le stesse cose.

In diverse interviste dopo l’uscita dei risultati aveva già ammesso che la guerra aveva avuto un impatto sui consensi per il suo partito (è a queste interviste che JD Vance si riferisce nel suo post). Parlando con il Wall Street Journal Trump aveva detto che l’Iran è stato uno dei motivi della sconfitta e in un’intervista con Fox News aveva ammesso che gli elettori non sono stati contenti dell’alto prezzo della benzina e che questo problema era stato causato dalla situazione in Iran.

Negli scorsi mesi aveva più volte provato a incolpare l’Ucraina per l’aumento del costo della benzina, sostenendo che stesse impedendo alla Russia di commerciare il suo petrolio. Le esportazioni russe, sottoposte a pesanti sanzioni da più di quattro anni, sono in realtà abbastanza irrilevanti in questo caso.