La multinazionale statunitense 3M pagherà 7,4 miliardi di dollari per chiudere varie cause sui PFAS nelle sue schiume antincendio

Lo stabilimento chimico della 3M a Cordova, sul fiume Mississippi a monte delle Quad Cities, negli Stati Uniti (Jason Wambsgans/Ansa)
Lo stabilimento chimico della 3M a Cordova, sul fiume Mississippi a monte delle Quad Cities, negli Stati Uniti (Jason Wambsgans/Ansa)

La multinazionale statunitense 3M, che tra le altre cose possiede i marchi di Scotch e Post-it, ha accettato di pagare 7,4 miliardi di dollari (circa 6,5 miliardi di euro) per mettere fine a varie cause legali che andavano avanti da tempo. Le cause riguardano i danni causati alla salute delle persone da sostanze note con la sigla PFAS contenute all’interno di una schiuma antincendio che veniva prodotta dall’azienda. 3M si è impegnata a pagare la somma nel giro di nove anni. Secondo l’azienda potrebbero beneficiarne circa 120mila persone che negli anni le avevano fatto causa negli Stati Uniti.

La sigla PFAS indica le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche: hanno proprietà tensioattive, rendono le superfici impermeabili ad acqua e grassi, e sono resistenti al calore e a molti agenti chimici. Per queste loro caratteristiche sono state ampiamente usate per fabbricare numerosi prodotti di uso quotidiano, tra cui cosmetici, farmaci, padelle antiaderenti e schiume antincendio. Negli anni però alcuni hanno smesso di essere usati perché si sono rivelati potenzialmente cancerogeni e tossici, a seconda dell’esposizione.

3M cominciò a produrre le schiume antincendio negli anni Sessanta con la marina militare statunitense: rimasero in commercio fino al 2003, quando furono ritirati proprio perché nel frattempo era stato provato che erano dannose per la salute. Le prime cause invece risalgono agli anni Duemila, a cui nel tempo se ne sono aggiunte altre. Secondo i querelanti i PFAS contenuti nelle schiume avevano creato loro problemi di salute, tra cui cancro ai reni e ai testicoli, malattie della tiroide e colite ulcerosa.

In questi anni 3M ha affrontato diverse cause legali sempre per l’impiego di PFAS nei prodotti che commercializzava. Nel 2025 ha detto di aver smesso di usarli del tutto.

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