Perché i camionisti campani hanno deciso di fermare le proteste
I due più importanti snodi logistici del Sud Italia, a Nola e Maddaloni, sono stati riaperti più che altro per paura della polizia
di Angelo Mastrandrea, dai blocchi in Campania
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La notte del 23 ottobre la polizia è arrivata davanti all’interporto Sud Europa di Maddaloni, in provincia di Caserta, e ha convinto gli autotrasportatori che lo bloccavano da una settimana a sgomberare. I manifestanti avevano montato un gazebo e fermavano tutti i camion che arrivavano. Si era formata una fila di camion lunga almeno un chilometro e i mezzi erano parcheggiati ai lati delle strade circostanti, fino all’imbocco dell’autostrada.
C’erano camion carichi di mozzarelle di bufala dalla piana del Sele, altri di pesce ormai avariato e nauseabondo, e anche tir con scritte e targhe di paesi dell’Europa dell’est, soprattutto Romania e Slovenia.
L’interporto di Maddaloni è uno dei più importanti hub logistici del Sud Italia. Qui arrivano prodotti, soprattutto agroalimentari, da tutte le regioni meridionali per essere esportati con un sistema definito «intermodale», cioè che utilizza diversi mezzi di trasporto come i tir, i treni e le navi: la merce viene caricata in container che poi vengono portati con dei camion ai porti di Napoli e di Salerno per essere imbarcati verso Belgio, Germania e Paesi Bassi.
Le forze dell’ordine sono andate anche allo svincolo autostradale di Nola, in provincia di Napoli, dove c’è un altro interporto – in tutto il sud Italia ce ne sono appena quattro – e un grande centro commerciale che ha la forma di una montagna ed è ricoperto di prati: si chiama Vulcano Buono. Anche qui da diversi giorni c’era un presidio degli autotrasportatori e una coda lunghissima di camion, tir e furgoni provenienti da tutta Italia fermi in doppia e anche tripla fila.

Il blocco al casello autostradale di Nola (Il Post)
I manifestanti hanno accettato di sospendere le proteste soprattutto per evitare nuove denunce, dopo quelle dei giorni precedenti per i blocchi sull’autostrada a Caserta e alla barriera di Salerno: secondo i dati del ministero dell’Interno, sono state identificate 1.339 persone e altre 242 sono state multate. Ci sono state segnalazioni di pressioni, minacce e pneumatici dei camion tagliati agli autotrasportatori che volevano proseguire il viaggio, e un centinaio di persone sono state denunciate e segnalate alle procure della Repubblica e alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, per indagare su possibili infiltrazioni della camorra nelle proteste.
La situazione più tesa era quella all’interporto di Maddaloni. Qui si erano spostati i manifestanti che il 21 ottobre avevano bloccato per ore l’autostrada Roma-Napoli all’altezza della barriera di Caserta. Fino a tarda sera dicevano che non intendevano smobilitare e che volevano proseguire «a oltranza» fino al 27 ottobre, quando è previsto un incontro al ministero dei Trasporti.
Molti di loro hanno confermato di essere stati identificati dalla polizia durante le proteste. Qualcuno voleva sapere se il suo nome era tra quelli delle persone denunciate. Nessuno di loro ha voluto essere fotografato e tutti hanno accettato di parlare a patto di rimanere anonimi. Uno di loro, napoletano, ha raccontato di essere arrivato dalla Francia, dove era andato a caricare delle merci. Avrebbe dovuto scaricarle all’interporto e poi finalmente tornarsene a casa, ma è stato bloccato e si è aggregato alla protesta. Ha detto che i manifestanti dovrebbero fare come in Francia, «dove a protestare non è una sola categoria, ma tutto il popolo».

L’interporto di Maddaloni (Il Post)
Sono stati riaperti in questo modo i più importanti snodi logistici del Sud Italia, dove confluiscono in particolare i prodotti agroalimentari per essere poi distribuiti nel Nord Italia e in Europa. Di conseguenza è stata dismessa anche gran parte dei 44 blocchi degli autotrasportatori attivi in Campania. Prima di smobilitare, i camionisti hanno chiesto al governo di avere un prezzo bloccato del carburante per l’autotrasporto professionale, la defiscalizzazione dei contributi per imprese e dipendenti, e la riattivazione dell’Osservatorio sui costi del trasporto. Dicono che se non avranno risposte dopo l’incontro al ministero dei Trasporti riprenderanno la protesta.
Non tutti i camionisti hanno accettato però di fermarsi. Alcuni hanno trasformato i blocchi in presidi simbolici, dove i camion non vengono fermati, altri invece hanno deciso di andare avanti «a oltranza»: per esempio allo svincolo autostradale di Padula e all’ingresso della zona industriale di Sicignano degli Alburni, dove ci sono anche gli agricoltori, che nel salernitano continuano a protestare.
A Bellizzi, nella piana del Sele, gli agricoltori hanno sfilato con i trattori nel centro della cittadina e poi sono andati al casello dell’autostrada. Il giorno prima, alla rotonda di Battipaglia, dove si imbocca la strada che va verso il Cilento, gli allevatori hanno distribuito gratis il latte che non era stato consegnato ai caseifici per la produzione della mozzarella di bufala e le aziende agricole hanno regalato l’insalata in busta invenduta, di cui sono i principali produttori italiani. Secondo Coldiretti e Confagricoltura 24mila lavoratori agricoli e del settore caseario del salernitano non sono ancora tornati al lavoro.



