La Commissione europea ha avviato un’indagine su Booking.com: sospetta non faccia abbastanza per prevenire i tentativi di truffa

Gli uffici di Booking.com ad Amsterdam (Getty Images/Lina Selg/Bloomberg)
Gli uffici di Booking.com ad Amsterdam (Getty Images/Lina Selg/Bloomberg)

La Commissione europea ha aperto un’indagine contro la nota piattaforma di prenotazioni Booking.com, con il sospetto che non abbia fatto abbastanza per prevenire la diffusione di annunci falsi o tentativi di frode a danno dei propri utenti sulla sua piattaforma. La Commissione può indagare Booking.com sulla base del Digital Services Act, il regolamento europeo del 2022 che obbliga le grandi piattaforme online a mitigare il rischio delle truffe e a cancellare i contenuti fraudolenti o illegali.

L’indagine si concentrerà in particolare su tre tipologie di contenuti ritenuti problematici: annunci fraudolenti, tentativi di phishing che sfruttano i dati delle prenotazioni, e infine inserzioni che Booking.com mostra più frequentemente agli utenti perché la struttura ha pagato una commissione aggiuntiva, una specie di pubblicità che secondo le regole del Digital Services Act dovrebbe essere chiaramente identificata come tale. Con phishing si intende un tipo ormai molto diffuso di truffa online che consiste nell’inviare agli utenti un messaggio apparentemente innocuo in cui vengono spinti a cliccare su un link e poi a dare dei dati o a pagare costi aggiuntivi per servizi inesistenti.

Presentando l’indagine ai giornalisti, un funzionario della Commissione ha detto che gli sforzi di Booking.com per prevenire frodi e truffe finora sono stati «decisamente insufficienti» e che in molti casi «la valutazione del rischio non è stata sufficiente». L’azienda ha detto che sta collaborando «pienamente» con la Commissione europea, e che la sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati dei suoi utenti sono prioritarie.