In Sicilia la gran parte degli autotrasportatori riprenderà il servizio, dopo giorni di proteste

Un presidio degli autotrasportatori a Palermo, 16 ottobre 2026 (Alberto Lo Bianco/LaPresse )
Un presidio degli autotrasportatori a Palermo, 16 ottobre 2026 (Alberto Lo Bianco/LaPresse )

Il Comitato trasportatori siciliani (Cts), che rappresenta la maggior parte degli autotrasportatori nella regione, ha revocato la protesta dei camionisti dopo un incontro a suo dire soddisfacente con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Da giorni in Sicilia gli autotrasportatori hanno lasciato i loro tir parcheggiati nei piazzali, rifiutandosi di consegnare la merce come forma di protesta contro l’aumento del costo del carburante, il motivo principale per cui dall’inizio di ottobre sono in corso proteste in tutto il Sud Italia.

Il Cts ha comunque specificato che le società di autotrasporto che ne fanno parte resteranno in stato di agitazione finché i problemi non saranno risolti. Non è chiaro cosa faranno gli autotrasportatori siciliani che invece fanno parte di altre associazioni di categoria, come l’Aias: per il momento la loro protesta continua.

Il Cts ha fatto sapere che il ministero ha assicurato che verranno trovati soldi per estendere il credito d’imposta sul gasolio e per calmierare i costi dei biglietti del traghetto sullo Stretto di Messina, tra le altre cose. «Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio», ha detto il coordinatore del Cts, Salvatore Bella. Il presidente della Sicilia Renato Schifani si è detto molto soddisfatto della decisione e ha annunciato che nella legge di bilancio regionale sono già previste altre risorse per il settore degli autotrasportatori.

All’incontro con Salvini, che si è tenuto in prefettura a Milano, partecipavano anche i sindacati autonomi di Calabria e Puglia: il rappresentante calabrese di Fedralog, un’altra associazione di categoria, ha detto che i blocchi proseguiranno fino al 27 ottobre. Nelle regioni interessate dai blocchi stradali le proteste stanno avendo ripercussioni sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci: alcuni benzinai sono rimasti senza carburante, dato che nei giorni scorsi alcune autobotti non hanno fatto le consegne programmate nei depositi, mentre nei supermercati cominciano a mancare alcuni prodotti, soprattutto quelli freschi. Le conseguenze dei blocchi riguardano anche le aziende agricole e i produttori, che rischiano di perdere parte del raccolto o della merce deperibile.

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