In Sudan 80 persone sono state uccise in un attacco con droni, secondo l’agenzia di stampa AFP

Paramilitari delle Rapid Support Forces (RSF) poco distanti dalla capitale Khartoum, in Sudan, 19 agosto 2026 (AP Photo/Mohnd Blal)
Paramilitari delle Rapid Support Forces (RSF) poco distanti dalla capitale Khartoum, in Sudan, 19 agosto 2026 (AP Photo/Mohnd Blal)

Secondo l’agenzia di stampa francese AFP almeno 80 persone sono state uccise in un attacco con droni vicino a un mercato a Al-Dibab, una città nello stato del Kordofan Occidentale, nel centro-sud del Sudan. La regione è controllata dai paramilitari delle Rapid Support Forces (RSF), che da oltre tre anni combattono contro l’esercito regolare una sanguinosa guerra civile. Secondo AFP è uno degli attacchi più letali da quando è cominciata la guerra in Sudan nel 2023.

Due persone hanno raccontato ad AFP che domenica sera il drone ha colpito una zona in cui c’erano molti pendolari che stavano prendendo alcuni mezzi per tornare a casa. Uno dei due ha detto di avere aiutato a seppellire cinquanta persone uccise, tra cui suo fratello. L’altro, un medico, ha detto che altre trenta persone sono morte a causa delle ferite dopo essere state portate nella vicina città di Al-Mujlad. Il medico ha aggiunto che un altro drone ha attaccato Al-Mujlad, ferendo quattro persone. Non si sa molto altro su quanto accaduto, ma ottenere informazioni indipendenti e verificate su cosa succede in Sudan è molto complicato.

Il Sudan è diviso in due: da una parte l’esercito regolare, che controlla la parte orientale con la capitale Khartoum, il corridoio del Nilo e la città portuale di Port Sudan, sul Mar Rosso; dall’altra le RSF, che si sono stabilite nell’ovest e che controllano la regione del Darfur. La situazione umanitaria è disastrosa e nella zona dei combattimenti sono sempre più frequenti le esecuzioni sommarie, i rapimenti e gli attacchi coi droni anche sulle aree civili.

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