La foto che ha vinto il Wildlife Photographer of the Year
Parla di animali e lutto, mostrando una femmina di elefante che porta con sé un piccolo morto
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Questa foto che mostra una femmina di elefante che trasporta un piccolo morto nella valle del fiume Huab, in Namibia, ha vinto il premio Wildlife Photographer of the Year, assegnato dall’omonimo e importante concorso di fotografia naturalistica organizzato ogni anno dal Museo di storia naturale di Londra. La foto si intitola The Aftermath ed è stata scattata dal fotografo italiano Federico Veronesi.

The Aftermath di Federico Veronesi (Italia), vincitore nella categoria “Comportamento: mammiferi” e “Wildlife Photographer of the Year 2026”. Un’elefantessa trasporta un cucciolo morto, nella valle del fiume Huab in Namibia (©Federico Veronesi/Wildlife Photographer of the Year)
Veronesi ha spiegato che mentre seguiva un gruppo di elefanti aveva notato tracce insolite di un trascinamento sulla sabbia e di aver capito dopo aver raggiunto il branco che erano il risultato del comportamento di un’elefantessa che avanzava portando con sé il corpo di un piccolo morto: teneva una delle zampe dell’elefantino incastrata tra la zanna e la proboscide, come si vede nella fotografia. Inizialmente Veronesi aveva pensato che l’elefantessa fosse la madre del piccolo, ma non è certo: i responsabili di un progetto di ricerca della zona gli hanno detto che è una femmina a cui era morto un elefantino anni prima, e che in passato era già stata vista portare con sé i corpi di piccoli morti di altre elefantesse.
La presidente della giuria del concorso Kathy Moran ha spiegato che «questa fotografia funziona a molti livelli. A livello emotivo è un pugno nello stomaco, straziante e toccante. A livello intellettuale è la prova che gli animali possiedono capacità cognitive. Questa fotografia dice tutto!».
Nell’etologia, la scienza che studia il comportamento degli animali non umani, è una prassi consolidata evitare di antropomorfizzare gli animali, attribuendo loro sentimenti e comportamenti umani. Per questo molti scienziati eviterebbero di usare la parola “lutto” per descrivere il comportamento dell’elefantessa: non possiamo sapere se davvero gli elefanti provino qualcosa di simile al lutto umano. Tuttavia ci sono anche degli etologi che la pensano diversamente e ritengono che si possa parlare di sentimenti degli animali, pur senza confonderli con quelli umani ed evitando di trarre conclusioni affrettate sul loro comportamento sulla base delle nostre emozioni. Gli elefanti sono tra le specie più note per mostrare comportamenti di interesse nei confronti dei resti di loro simili.
– Leggi anche: Cosa sanno gli animali della morte
Il concorso ha assegnato anche il premio Young Wildlife Photographer of the Year (Giovane fotografo naturalista dell’anno) a Oscar Whitfield, 15enne britannico che vive in Zimbabwe. La sua foto, Labour of Love, mostra uno scarabeo stercorario che spinge la sua palla di sterco su un terreno sabbioso, seguito da una scia di mosche.

Labour of Love di Oscar Whitfield (Zimbabwe/Regno Unito), vincitore nella categoria “11-14 anni” e del premio “Young Wildlife Photographer of the Year 2026”. Uno scarabeo stercorario spinge la sua palla di sterco nel parco nazionale dello Zambesi, nel distretto di Hwange, in Zimbabwe (©Oscar Whitfield/Wildlife Photographer of the Year)
Le fotografie inviate al concorso, realizzate da fotografi professionisti e amatoriali provenienti da 121 paesi, sono state più di 65mila. Oltre ai due premi principali, la giuria ha premiato le migliori foto di ciascuna delle categorie in cui è suddiviso il concorso. Le foto faranno parte di una mostra che si potrà visitare al Museo di storia naturale di Londra dal 16 ottobre all’11 luglio del 2027, e che sarà poi itinerante e arriverà anche in Italia, al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal prossimo 13 marzo. Nella gallery che segue potete vederne una selezione.




















