La condanna di Ilaria Salis per il licenziamento dei suoi ex collaboratori è stata annullata in appello
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La Corte d’appello di Milano ha annullato la sentenza di primo grado con cui Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, era stata condannata a risarcire con circa 300mila euro due collaboratori che l’avevano accusata di averli licenziati senza giusta causa. La Corte ha accolto l’appello degli avvocati di Salis, secondo cui il ricorso dei due collaboratori non le era stato notificato correttamente, impedendole di esercitare il suo diritto di difesa, e ha dichiarato nulla la sentenza per un vizio di procedura. Il processo dovrà quindi ricominciare da capo in primo grado.
La sentenza era stata emessa lo scorso marzo e dice che i due collaboratori erano stati licenziati dopo pochi mesi, nel febbraio del 2025, senza preavviso. I loro contratti prevedevano una retribuzione di 2.900 e 3.000 euro al mese e mansioni simili per lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo di Salis, per la progettazione e la gestione di campagne ed eventi in Italia e all’estero, e per l’assistenza nei contatti con le autorità o la consulenza politica. Secondo la denuncia la prima assistente aveva ricevuto un recesso anticipato per il «venir meno del rapporto fiduciario», mentre all’altro collaboratore era stato revocato l’incarico con effetto immediato «tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione».


