È morta a 90 anni Margaret Hamilton, scienziata statunitense che contribuì a portare gli esseri umani sulla Luna

Margaret Hamilton nel 2016 mentre riceve dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama la Medaglia presidenziale della libertà (Foto ufficiale della Casa Bianca/Lawrence Jackson)
Margaret Hamilton nel 2016 mentre riceve dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama la Medaglia presidenziale della libertà (Foto ufficiale della Casa Bianca/Lawrence Jackson)

È morta a 90 anni Margaret Hamilton, matematica e informatica statunitense che guidò il gruppo di programmatori che sviluppò il software dei computer di bordo delle missioni Apollo della NASA, compresa quella che nel 1969 portò i primi esseri umani sulla Luna. Era morta il 30 settembre in un ospedale di Cambridge, in Massachusetts, ma la notizia è stata diffusa soltanto ora.

Hamilton aveva cominciato a lavorare al Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 1959, e si era occupata inizialmente di programmi informatici per le previsioni meteorologiche. Nel 1965 entrò nel programma Apollo, diventando la prima donna assunta come programmatrice in un progetto spaziale. In seguito le fu affidata la direzione di un gruppo di circa cento persone incaricato di sviluppare il software dei computer che avrebbero guidato i veicoli spaziali.

Uno degli episodi più famosi legati al lavoro di Hamilton avvenne durante l’allunaggio dell’Apollo 11, il 20 luglio del 1969. Pochi minuti prima che il modulo lunare con a bordo Neil Armstrong e Buzz Aldrin toccasse terra, il computer del modulo cominciò a segnalare una serie di allarmi dovuti a un sovraccarico. Il software sviluppato dal gruppo di Hamilton riuscì a interrompere le operazioni meno importanti e a dare la precedenza a quelle indispensabili per l’allunaggio, permettendo alla missione di proseguire.