L’esercito del Mali dice di aver riconquistato la città di Kidal, nel nord est del paese

Soldati del Mali a Bamako, nel 2020 (AP Photo)
Soldati del Mali a Bamako, nel 2020 (AP Photo)

Martedì il governo di transizione del Mali ha annunciato che le forze armate del paese sono rientrate a Kidal, importante città nel nord est, cinque mesi dopo che era stata presa dai ribelli indipendentisti e dai miliziani jihadisti. L’operazione è stata appoggiata dall’Africa Corps, l’unità di mercenari russi, come ha dichiarato il portavoce del governo alla televisione di Stato.

Il Fronte di liberazione dell’Azawad (FLA), organizzazione separatista legata alla minoranza etnica dei tuareg che ha la sua base a Kidal, ha confermato che l’esercito maliano è entrato nella città senza incontrare resistenza. Un portavoce del FLA ha detto che il gruppo si era ritirato prima dell’arrivo dell’esercito per evitare vittime civili, dopo giorni di bombardamenti aerei delle forze maliane e russe.

L’Africa Corps negli ultimi mesi aveva tentato di avanzare nella zona controllata dai tuareg, e negli ultimi giorni aveva compiuto dei bombardamenti aerei per cercare di prendere la città. I mercenari russi, presenti in Mali dalla fine del 2021 prima con il gruppo Wagner e poi con l’Africa Corps, si erano ritirati da Kidal ad aprile, dopo una serie di attacchi in tutto il paese da parte dei separatisti del FLA e di Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), un gruppo affiliato ad al Qaida. Negli attacchi era stato ucciso anche il ministro della Difesa Sadio Camara.

Da oltre un decennio in Mali si verificano attacchi di gruppi con ideologie e obiettivi diversi, riconducibili a due categorie: gli islamisti, affiliati ad al Qaida o allo Stato Islamico, e gli indipendentisti delle regioni del nord. Dopo due colpi di stato nel 2020 e nel 2021, il Mali è governato da una giunta militare che si è avvicinata alla Russia per ottenere aiuto nella lotta contro i gruppi jihadisti e separatisti.