In Danimarca 8,8 milioni di persone sono state colpite da un grosso furto di dati dall’anagrafe nazionale

Il municipio di Copenhagen (AP Photo/James Brooks)
Il municipio di Copenhagen (AP Photo/James Brooks)

In Danimarca sono stati sottratti nomi, indirizzi e numeri di identificazione personale di circa 8,8 milioni di persone, prelevati dal Registro centrale delle persone (CPR), cioè l’anagrafe nazionale in cui dal 1968 è iscritto chiunque abbia vissuto nel paese. Il numero d’identificazione personale, composto di dieci cifre, è il codice che identifica ogni cittadino in banca, negli enti pubblici e nella sanità. In Danimarca oggi vivono circa 6 milioni di persone, ma il registro contiene anche i dati di persone morte o emigrate.

Il furto di dati è stato annunciato lunedì dal ministero danese della Ricerca, dell’Istruzione e della Digitalizzazione. Gli autori dell’intrusione, al momento ignoti, hanno ottenuto dati di circa l’80 per cento delle quasi 11 milioni di persone presenti nel registro. Per riuscirci hanno sfruttato l’accesso legittimo di un’azienda danese, autorizzata a consultare il sistema, di cui non è stato reso noto il nome. L’amministrazione del registro ha bloccato l’accesso dell’azienda e ha segnalato l’episodio all’autorità per la protezione dei dati.

L’amministrazione del Registro centrale delle persone aveva notato venerdì un comportamento anomalo avvenuto nel corso di settembre, e nel fine settimana aveva ricostruito la quantità di dati sottratti. Dopo il furto dei dati è stata avviata una revisione della sicurezza del sistema per prevenire incidenti simili.