Armand Duplantis ha spiegato perché batte i record un centimetro alla volta

Il campione di salto con l’asta ha ammesso con una battuta che c’entrano molto i premi in denaro

Armand Duplantis (David Ramos/Getty Images)
Armand Duplantis (David Ramos/Getty Images)
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Armand Duplantis, il miglior saltatore con l’asta di tutti i tempi, ha battuto per 15 volte il record del mondo: quest’anno ha portato il record a 6 metri e 31 centimetri, un centimetro più in alto del suo record precedente, che era a sua volta un centimetro più alto di quello prima ancora, e così via. Tuttavia spesso ha dato l’impressione di poter saltare decisamente più in alto di un solo centimetro “per volta”.

Sabato durante il festival dello sport organizzato a Trento gli è stato chiesto perché non prova a saltare qualche centimetro in più. «Montecarlo è molto costosa», ha risposto con una battuta. «Le persone pensano che io vada lì e salti 6,40 ma se vogliamo dirla tutta la realtà non funziona così. Adesso sta diventando molto più difficile. Riuscire a saltare ogni volta un centimetro di più è una grande differenza. Ci sono stati momenti in cui avrei potuto saltare di più, ma fa parte del gioco».

Dai Mondiali di Atene del 1997 chi stabilisce un nuovo record del mondo in una gara maschile ai Mondiali di atletica riceve 100mila dollari (circa 89mila euro), pagati da TDK, un’azienda giapponese di elettronica che sponsorizza la federazione internazionale World Athletics.

Duplantis ha battuto il record per la prima volta nel febbraio del 2020 e lo ha portato da 6,17 a 6,31 metri in 15 tentativi riusciti, migliorandolo ogni volta di un centimetro. L’ultimo è del 12 marzo scorso a Uppsala, in Svezia, al Mondo Classic, un meeting che porta il suo nome. Non è il primo a usare questa strategia: l’ucraino Sergej Bubka, che ha detenuto il record prima di lui, lo migliorò 17 volte all’aperto e 18 al chiuso tra il 1984 e il 1994.

Durante l’intervista a Trento Duplantis ha aggiunto un’altra ragione meno venale: «Facendo tutti questi record, riesco a mettere sempre più il mio sport al centro dell’attenzione». Ha anche detto che in allenamento non supera già i 6,40 metri, come qualcuno ipotizza, ma che è quello il suo obiettivo: «Negli allenamenti però non salto 6,40, ve lo assicuro, ma un giorno ci riuscirò. Ho necessità di avere un periodo più strutturato perché voglio saltare più in alto: io punto al 6,40 ma ci vuole tempo».

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