Più di 160 persone sono state arrestate nelle ampie proteste studentesche in corso in Francia da una settimana
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Lunedì più di 160 persone sono state arrestate durante le proteste studentesche in corso da una settimana in Francia. Le proteste erano cominciate a Parigi per contestare le classi sovraffollate, i pesanti carichi di lavoro, la scarsa qualità dei materiali scolastici e la mancanza di personale, ma si sono poi diffuse in altre città, come Marsiglia, Lille e Sedan. Stanno partecipando anche gli insegnanti, e ci sono stati scontri tra studenti e forze dell’ordine.
In qualche caso gli studenti hanno usato cassonetti della spazzatura come barricate e hanno lanciato razzi di segnalazione contro la polizia, che ha risposto utilizzando gas lacrimogeni. Il governo francese aveva autorizzato la polizia a intervenire in caso di violenza o di blocco totale degli ingressi delle scuole.

Un gruppo di studenti abbatte un semaforo vicino al liceo Baggio, Lille, Francia, 29 settembre (AP Photo/Jean-Francois Badias)
Queste proteste stanno diventando anche motivo di scontro politico, in vista delle elezioni presidenziali in programma tra sette mesi. Il primo ministro francese Sébastien Lecornu, molto vicino al presidente Emmanuel Macron, ha detto che qualsiasi ulteriore sviluppo della protesta è «irresponsabile», e se l’è presa con gli esponenti della France insoumise, il partito di sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon, che stanno rivendicando il diritto degli studenti a manifestare.
L’unione degli studenti dei licei ha invitato gli studenti delle scuole a partecipare al grande sciopero nazionale dei lavoratori del settore pubblico già previsto per oggi, martedì 29 settembre. Il sindacato degli insegnanti delle scuole elementari ha stimato che martedì il 40 per cento dei docenti non lavorerà.


