Alle elezioni parlamentari in Marocco il partito PAM ha ottenuto il maggior numero di seggi

Una donna vota durante le elezioni parlamentari a Rabat, Marocco, 23 settembre 2026 (AP/Mosa'ab Elshamy)
Una donna vota durante le elezioni parlamentari a Rabat, Marocco, 23 settembre 2026 (AP/Mosa'ab Elshamy)

Alle elezioni parlamentari in Marocco il Partito dell’Autenticità e della Modernità (PAM) ha ottenuto il maggior numero di seggi, 97 su 395, secondo i risultati preliminari annunciati dal ministro dell’Interno Abdelouafi Laftit. Il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI) ne ha ottenuti 66 e Istiqlal 65. I tre partiti facevano parte della coalizione che sosteneva il governo uscente: sia il PAM sia il RNI hanno posizioni molto vicine a quelle del re Mohammed VI, che ha un ruolo centrale nella politica del paese, mentre Istiqlal ha posizioni conservatrici. Il risultato cambia però i rapporti di forza all’interno della coalizione: nel 2021 il RNI aveva ottenuto 102 seggi, il PAM 87 e Istiqlal 81.

Il Marocco è una monarchia costituzionale, in cui il re ha molto potere: guida il Consiglio dei ministri, prende le decisioni più importanti in tema di politica estera e interna, e soprattutto nomina il capo del governo tra i membri del partito che ha ottenuto più seggi, che a questo punto sarà scelto all’interno del PAM. Tra i candidati a diventare primo ministro c’è Fouzi Lekjaa, che è già stato ministro e di recente è entrato nel PAM, sfruttando la fama ottenuta come presidente della federazione calcistica marocchina.

Sono le prime elezioni dopo le grandi proteste dell’autunno del 2025, organizzate da un movimento di giovani e di studenti che chiedevano un rinnovamento della classe politica e maggiori investimenti pubblici nella sanità e nell’istruzione, e dopo la recente crisi migratoria, in cui decine di migliaia di persone migranti sono entrate dal Marocco nell’exclave spagnola di Ceuta in modo irregolare. Il prossimo governo dovrà inoltre organizzare e gestire i Mondiali maschili di calcio, che nel 2030 si giocheranno in Marocco, Spagna e Portogallo.

L’affluenza è stata intorno al 38 per cento, un grosso calo rispetto al 50 per cento del 2021, che indica un clima di indifferenza e disillusione rispetto alla politica. Era però un dato previsto: in Marocco infatti per votare è necessario iscriversi alle liste elettorali e a livello nazionale si erano iscritti soltanto 15,8 milioni di persone, rispetto ai circa 26 milioni che ne avrebbero avuto diritto.