È stato concesso il regime di semilibertà a Chico Forti

L'arrivo di Chico Forti a Trento dal carcere di Verona per una visita a sua madre, il 22 maggio 2024 (ANSA/PAOLO PEDROTTI)
L'arrivo di Chico Forti a Trento dal carcere di Verona per una visita a sua madre, il 22 maggio 2024 (ANSA/PAOLO PEDROTTI)

Il tribunale di sorveglianza di Verona ha concesso il regime di semilibertà a Enrico Forti, soprannominato “Chico”, l’imprenditore e produttore cinematografico di Trento che nel 2000 era stato condannato all’ergastolo in Florida, negli Stati Uniti, per l’omicidio di un cittadino statunitense, Dale Pike.

Per Forti, per ora, le cose non cambieranno molto: il regime di semilibertà dà alla persona detenuta la possibilità di trascorrere parte della giornata fuori dal carcere per lavorare, studiare o per altre attività che favoriscano il suo reinserimento nella società libera. Dall’inizio del 2026, con un’altra misura, a Forti era già stata data la possibilità di lavorare all’esterno del carcere per 40 ore settimanali. Nei prossimi mesi è prevista però l’udienza per concedergli la liberazione condizionale, una misura alternativa alla detenzione che prevede la sua uscita dal carcere, in un regime di libertà vigilata.

Il caso di Forti è stato molto seguito sia durante il processo che successivamente: in parte per come fu gestito, perché secondo alcune ricostruzioni non sarebbe stato garantito il rispetto dei suoi diritti; in parte perché fu trasferito in Italia solo nel 2024, 24 anni dopo il suo arresto in Florida, nonostante la convenzione di Strasburgo garantisca a una persona condannata in un paese straniero il diritto di scontare la pena nel proprio stato d’origine.

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