In Pakistan almeno 21 persone sono state uccise in un attacco contro la moschea di una stazione di polizia
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Venerdì in Pakistan un gruppo di attentatori ha attaccato una grossa stazione di polizia nella città di Kohat, nel nordovest del paese: 21 persone sono state uccise, fra cui 5 agenti, e più di 80 sono state ferite. Gli assalitori hanno fatto esplodere un’autobomba contro i muri esterni e sono entrati all’interno del complesso, dove hanno sparato contro gli agenti. Almeno sei dei sette attentatori sono morti nell’esplosione o sono stati uccisi.
L’attacco è iniziato durante la preghiera del venerdì nella moschea della stazione, quando nel complesso si trovavano gli agenti insieme ai loro familiari e altri civili. Il capo della polizia ha detto che alcuni assalitori si sono diretti verso le zone della stazione dove si trovano il dipartimento anti terrorismo e quello dell’intelligence, e che qui un attentatore si è fatto esplodere.
L’attacco è stato rivendicato dall’Ittehad-ul-Mujahideen Pakistan (IMP), un gruppo armato jihadista che ha rapporti molto stretti con un altro gruppo terroristico, il Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), noto anche come talebani pachistani. L’IMP è attivo dall’aprile del 2025 e concentra le sue attività soprattutto nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, quella dove si trova la stazione di polizia attaccata. Nella provincia, che confina con l’Afghanistan, gli attacchi di gruppi islamisti sono frequenti. Per questo il governo pakistano accusa i talebani che governano l’Afghanistan di ospitare i miliziani, cosa che ha portato anche a scontri di confine e bombardamenti fra i due paesi.


