In Nigeria 37 persone sospettate di lavorare nelle miniere illegali sono morte mentre erano detenute

Un agente di polizia a Lagos, Nigeria, 17 aprile 2020 (Vanessa Ade/Anadolu Agency/Getty Images)
Un agente di polizia a Lagos, Nigeria, 17 aprile 2020 (Vanessa Ade/Anadolu Agency/Getty Images)

In Nigeria 37 persone, che martedì erano state arrestate perché sospettate di lavorare in alcune miniere illegali, sono morte mentre erano detenute. La struttura in cui sono morte è gestita dal Corpo di sicurezza e difesa civile della Nigeria, un’agenzia di sicurezza che collabora con la polizia.

Al momento le cause delle morti non sono note. Secondo il Corpo di sicurezza e difesa civile della Nigeria le morti sono dovute a un focolaio di difterite, sebbene i risultati delle analisi non siano ancora stati pubblicati. Un report dell’intelligence ritiene che le persone siano invece morte per il sovraffollamento e la scarsa aerazione del luogo in cui erano detenute.

Una persona che è sopravvissuta ha detto all’agenzia di stampa Associated Press che in uno spazio ridotto erano rinchiuse circa 65 persone senza ventilazione. La polizia ha avviato un’indagine e Mohammed Umaru Bago, il governatore dello stato federato del Niger, dove sono avvenuti i fatti, ha detto che un comandante del Corpo di sicurezza e difesa civile della Nigeria è stato fermato. La notizia delle morti ha causato diverse proteste a Minna, il capoluogo dello stato, e l’amministrazione locale ha ordinato un coprifuoco di 24 ore per bloccarle.

Lo stato federato del Niger si trova nella parte centro-occidentale della Nigeria (e non c’entra con la vicina repubblica del Niger, che è uno stato indipendente). È ricco di miniere, soprattutto d’oro, cosa che attira molte persone. Molte miniere sono illegali e sono gestite da bande criminali, che chiedono ai minatori parte del ricavato in cambio dell’accesso alle miniere.