Cosa pensava l’anno scorso Giorgia Meloni dell’esenzione dal bollo auto

La descriveva come una misura demagogica e degna di Cetto La Qualunque, prendendo in giro chi la proponeva

Giorgia Meloni durante il raduno di Atreju, Roma, 14 dicembre 2025 (ANSA/FILIPPO ATTILI)
Giorgia Meloni durante il raduno di Atreju, Roma, 14 dicembre 2025 (ANSA/FILIPPO ATTILI)
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Nelle ultime ore è tornato a circolare un video che rende bene il capovolgimento di posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla sospensione del bollo per auto e moto, decisa dal governo durante il Consiglio dei ministri di mercoledì.

A dicembre del 2025, durante il raduno di Atreju, Meloni schernì pubblicamente il candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della regione Calabria Pasquale Tridico, che aveva inserito la sospensione nel suo programma. «Roba che Cetto La Qualunque in confronto era Ottone di Bismarck», aveva detto Meloni citando il famoso politico locale corrotto e arraffone interpretato da Antonio Albanese e lasciando intendere che si trattasse di una proposta populista, costosa e difficilmente realizzabile.

Nove mesi dopo ha cambiato totalmente registro: nella conferenza stampa che ha seguito la riunione del Consiglio dei ministri, Meloni ha detto che il governo ha «deciso di abolire in modo strutturale» il bollo, definendolo «una delle tasse più odiate dagli italiani». È una dichiarazione demagogica e fuorviante, perché la misura non prevede l’abolizione permanente del bollo, ma solo l’esenzione per un anno.

La sospensione del bollo si applicherà nel 2027. Non lo dovrà pagare chi ha un’automobile di piccola o media potenza (sotto gli 80 kW) e chi ha un motociclo: spetta però solo un’esenzione a persona, dunque chi possiede più veicoli non pagherà un bollo soltanto, quello con l’importo più basso. Il governo ha stimato che i veicoli coinvolti da questa decisione siano circa 14,5 milioni.

Al momento non è chiaro come il governo finanzierà questa misura, annunciata un po’ a sorpresa. Nei giorni scorsi era emerso che il governo stava lavorando a un provvedimento sul bollo, ma si pensava al massimo a uno sconto e non a una completa esenzione. Ed è un annuncio sorprendente anche perché è un’esenzione che costerà miliardi di euro allo Stato, in un momento in cui il governo sta facendo fatica a racimolare qualche centinaio di milioni per continuare a prorogare di settimana in settimana lo sconto sulle accise, cioè le imposte di importo fisso su ogni litro di carburante.

Nel 2027 sono in programma le elezioni politiche: trovare il modo di finanziare in modo strutturale una misura così onerosa diventerà quindi un problema del prossimo governo, anche se dovesse essere guidato ancora da Meloni, e non è detto che si decida di mantenerla. Anche perché la situazione che ha innescato il provvedimento, cioè la crisi energetica dovuta alla guerra in Medio Oriente, potrebbe cambiare.