Nel Regno Unito un’inchiesta ha stabilito che l’uccisione di alcuni neonati da parte di un’infermiera poteva essere evitata dall’ospedale
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Nel Regno Unito un’inchiesta ha stabilito che gli omicidi di sette neonati da parte di un’infermiera nell’ospedale di Chester avrebbero potuto essere in parte evitati, se la dirigenza avesse seguito le procedure appropriate. L’infermiera si chiama Lucy Letby e nel 2023 è stata condannata all’ergastolo per i sette omicidi e per altri sette tentati omicidi avvenuti fra il 2015 e il 2016, in un caso seguitissimo nel paese. L’inchiesta, guidata dalla giudice Kathryn Thirlwall, non riguardava Letby, ma solo il modo in cui l’ospedale aveva gestito il numero insolitamente alto di morti nel reparto neonatale e i sospetti che fossero stati causati da un membro del personale.
Attualmente l’organo che in Inghilterra si occupa di ordinare le revisioni dei processi già conclusi, la Criminal Cases Review Commission, sta analizzando un fascicolo di prove raccolte per chiedere un nuovo processo di appello contro Letby. Se riterrà che ci siano elementi sufficienti per mettere in dubbio le condanne, potrà rinviare il caso alla Corte d’appello, che deciderà se riesaminare le sentenze. Le conclusioni dell’inchiesta Thirlwall saranno quasi sicuramente prese in considerazione per la decisione, ma non riguardano la responsabilità penale dell’infermiera. Indicano invece diversi comportamenti problematici da parte della direzione dell’ospedale dopo che erano emersi i sospetti verso Letby, e contengono alcune raccomandazioni per il sistema sanitario britannico.
Il caso è uno dei più discussi degli ultimi anni nel Regno Unito, e l’opinione pubblica continua a essere divisa fra chi ritiene che Letby sia stata condannata ingiustamente e chi sostiene la sua colpevolezza (lei si è sempre dichiarata innocente). Secondo la ricostruzione dell’accusa, accolta nei processi, avrebbe ucciso alcuni neonati iniettandogli aria nelle vene o nello stomaco, somministrando loro insulina o alimentandoli eccessivamente, e avrebbe provocato il peggioramento delle condizioni di altri. In alcuni casi avrebbe tentato più volte di uccidere o danneggiare i neonati. Non è mai stato individuato un movente. Tra gli elementi utilizzati dall’accusa c’era anche il fatto che Letby fosse presente in reparto durante tutti gli episodi per i quali è stata condannata.
L’inchiesta Thirlwall ha ascoltato oltre 400 testimoni. Ha concluso che la dirigenza dell’ospedale ignorò diversi elementi di allarme (in due settimane nel 2015 ci furono tre morti nel reparto neonatale, numero raggiunto solitamente in un anno intero) e non attivò le procedure da seguire quando si sospetta che un medico o un infermiere abbia causato intenzionalmente un danno a un paziente. Ha criticato inoltre la lentezza con cui venne allertata la polizia (fu fatto solo nel 2017), dovuta al tentativo di difendere la reputazione dell’ospedale, e ha criticato la scarsa trasparenza con cui i genitori dei bambini uccisi o aggrediti vennero informati su ciò che era accaduto ai figli.


