Sfilata di moda con baruffa

È successo domenica a New York, quando degli attivisti sono stati aggrediti dal CEO della principale associazione di categoria

Un'attivista di PETA entra in passerella con un cartello contro lo sfruttamento delle pecore durante la sfilata di Cos il 13 settembre a New York (Foto Reuters/Caitlin Ochs)
Un'attivista di PETA entra in passerella con un cartello contro lo sfruttamento delle pecore durante la sfilata di Cos il 13 settembre a New York (Foto Reuters/Caitlin Ochs)
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Domenica il sito Fashionista ha diffuso dei video che mostrano Steven Kolb, amministratore delegato della principale organizzazione di categoria del settore della moda degli Stati Uniti (il Council of Fashion Designers of America, CFDA), aggredire fisicamente alcuni attivisti di PETA, una delle più importanti organizzazioni per la difesa degli animali, che avevano fatto irruzione durante una sfilata a New York.

Il comportamento di Kolb ha suscitato reazioni varie nelle persone che stavano assistendo alla sfilata e dopo la pubblicazione dei video ha ricevuto critiche online. In molti hanno chiesto al CFDA di prendere provvedimenti contro Kolb, e lunedì l’organizzazione ha detto di averlo sospeso.

La sfilata di domenica era del marchio Cos, del gruppo di fast fashion svedese H&M. Gli attivisti sono entrati protestando e mostrando cartelli contro lo sfruttamento delle pecore per la produzione di abiti e accessori. Nei video che sono circolati si vede Kolb alzarsi e strappare di mano il cartello a una degli attivisti, per poi farla sedere per terra, tapparle la bocca con la mano e tenerla ferma con le gambe. In un altro video si vede Kolb fermare un attivista, allontanarlo dalla passerella e schiacciargli la faccia con una mano per impedirgli di urlare.

Gli attivisti non sono rimasti feriti ma uno di loro, Mason Melito, ha detto che l’organizzazione PETA sta valutando di sporgere denuncia.

Secondo quattro membri del consiglio di amministrazione intervistati dal New York Times, lo scandalo ha creato una situazione «impossibile da gestire», nonostante Kolb sia un amministratore delegato noto per i suoi modi gentili e che in passato aveva contribuito a una campagna animalista per proibire l’uso di pelliccia vera in passerella.

Kolb ha dichiarato che riconosce di aver «reagito in modo inappropriato» e dice che avrebbe dovuto lasciare che fossero gli addetti alla sicurezza a occuparsi degli attivisti.

Non è infatti raro che alle sfilate ci siano incursioni di attivisti di vario genere: essendo eventi molto seguiti e che si rivolgono a un pubblico ricco e influente, sono visti come una piattaforma ideale per lanciare messaggi di protesta, in particolare contro pratiche dell’industria della moda ritenute scorrette o poco etiche. Di norma però ci sono molti controlli e persone addette alla sicurezza che gestiscono situazioni simili.

Nel comunicato diffuso dal CFDA si legge che Kolb sarà sospeso in attesa di un’indagine completa. Kolb si è poi ulteriormente scusato sui suoi profili social, con gli attivisti e con tutte le persone che hanno assistito all’incidente. Ha scritto di non riconoscere la persona che ha commesso quelle azioni e ha aggiunto che si metterà in contatto con un «professionista» per fare in modo che eventi simili non si ripetano.

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