Macklemore è stato escluso dal tour di Ed Sheeran per i suoi commenti pro Palestina

La richiesta, dice, è arrivata da diversi proprietari di stadi statunitensi dopo i suoi concerti di apertura

Macklemore durante un concerto in Irlanda nel 2025 (Foto Debbie Hickey/Getty Images)
Macklemore durante un concerto in Irlanda nel 2025 (Foto Debbie Hickey/Getty Images)
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Il rapper Macklemore, che stava aprendo i concerti statunitensi del cantante inglese Ed Sheeran, è stato escluso dal tour per aver detto sul palco «Palestina libera» ed essersi espresso a favore del popolo palestinese. Lo ha raccontato in un post pubblicato sui suoi profili social, aggiungendo che Robert Kraft – proprietario del Gillette Stadium vicino a Boston, dove si terrà la prossima data del tour – aveva detto a Sheeran che non gli avrebbe permesso di esibirsi assieme a lui. Allo stesso modo, secondo Macklemore, altri proprietari di stadi americani avrebbero detto a Sheeran che i suoi concerti sarebbero stati annullati se non avesse rimosso Macklemore.

Macklemore, il cui vero nome è Ben Haggerty, aveva già aperto due concerti del Loop Tour di Ed Sheeran e avrebbe dovuto esibirsi in altre otto date. Ad attirare le attenzioni sulla sua esibizione e sulle frasi pro Palestina era stata in particolare la cantante Pink. Dopo il concerto di Sheeran del 4 settembre al MetLife Stadium, vicino a New York, aveva ripubblicato sui social un post che accusava Macklemore di fare «propaganda anti-israeliana».

Durante quell’esibizione Macklemore aveva detto di aver voluto partecipare al tour proprio per poter pronunciare dal palco di fronte a migliaia di persone «due parole che mi sono molto care: Palestina libera». Aveva aggiunto poi di voler far sapere alle persone a Gaza e in Cisgiordania che «non sono state dimenticate».

Macklemore sostiene la causa palestinese da anni, e in particolare dopo l’invasione israeliana della Striscia di Gaza: una delle sue ultime canzoni, “Hind’s Hall”, è dedicata agli studenti dell’università statunitense Columbia e alle loro proteste a sostegno del popolo palestinese.

Macklemore ha scritto di essere amico di Ed Sheeran da tredici anni e che spera di recuperare il rapporto con lui. Ha aggiunto poi che Sheeran mantiene da sempre una posizione apolitica e che si è trovato in una situazione «incasinatissima»: «mi ha detto che le parole “Palestina libera” e la bandiera palestinese sono dolorose per molte persone con cui ha parlato». Alla sua obiezione che quelle parole non possono essere ritenute più offensive di «decine di migliaia di bambini palestinesi uccisi da Israele», Sheeran gli ha risposto: «non prendo posizione».

In seguito Sheeran ha scritto in un post di aver saputo che la decisione di escludere Macklemore dal resto del tour è dipesa «da come ha espresso parte del suo messaggio durante la sua performance, invece che da tutto ciò che era stato detto». Ha aggiunto di aver parlato con i proprietari degli stadi, tra cui Kraft, per trovare una soluzione condivisa, ma che la loro decisione era definitiva. Infine ha chiarito che la scelta non è stata presa da lui, ma dai promoter, con cui Macklemore ha firmato il contratto.

Kraft ha confermato di aver vietato a Macklemore di esibirsi a causa delle frasi dette durante il concerto del 4 settembre. Ha parlato di una «più ampia storia di retorica e immagini antisemite di Macklemore», sostenendo di trovarle «profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica».

Si riferiva con ogni probabilità a quando, nel 2014, Macklemore si era presentato su un palco indossando una parrucca, una barba finta e un naso finto esageratamente adunco: un travestimento che era stato interpretato come la caricatura dello stereotipo razzista delle persone di religione ebraica. Macklemore si era scusato, sostenendo che quel travestimento era stato assemblato casualmente con una parrucca comprata in Giappone e un naso da strega, indossati per non essere riconosciuto sul palco e non per rappresentare uno stereotipo.