L’avveniristico spazzolino di Dyson fa acqua

Diversi problemi segnalati suggeriscono una domanda: c'era bisogno di una videocamera e dell'intelligenza artificiale per lavarsi i denti?

James Dyson presenta il CameraJet a Parigi, Francia, 1 settembre 2026 (Dyson su YouTube)
James Dyson presenta il CameraJet a Parigi, Francia, 1 settembre 2026 (Dyson su YouTube)

A inizio settembre James Dyson, considerato l’inventore dell’aspirapolvere senza sacchetto e uno dei più geniali imprenditori britannici, aveva presentato con grande slancio CameraJet, il primo spazzolino elettrico dell’azienda che porta il suo nome. Lo aveva definito «una piccola rivoluzione», perché al prezzo di 480 euro permetteva di lavarsi i denti e ottenere contemporaneamente un effetto simile a quello del filo interdentale.

La presentazione era stata organizzata a Parigi non lontano da dove sorgeva la Bastiglia, proprio per rimarcare la rivoluzione annunciata da Dyson, ma due settimane dopo il prodotto non è più acquistabile e circolano online segnalazioni di malfunzionamenti e persone che lo hanno trovato alquanto doloroso.

Dyson ha ammesso che una ridotta quantità di CameraJet aveva un problema di fabbricazione e che i modelli difettosi saranno sostituiti. La società ha però negato che la sospensione delle vendite in diversi paesi, compresa l’Italia, sia stata causata dai malfunzionamenti e ha attribuito il problema all’alta richiesta per il prodotto. Che un dispositivo annunciato appena 15 giorni fa non sia più in vendita è comunque insolito. Le segnalazioni che si stanno accumulando online potrebbero inoltre disincentivare gli acquisti.

L’annuncio del CameraJet aveva suscitato grande interesse e qualche perplessità, perché dalle descrizioni e dalle dimostrazioni lo spazzolino sembrava essere sovraingegnerizzato. In altre parole, era una complicazione di uno strumento piuttosto semplice che miliardi di persone usano ogni giorno per spazzolarsi i denti.

Il CameraJet ha una forma che ricorda quella dei normali spazzolini elettrici, ma ha un manico molto più grande per contenere tutti i componenti che lo fanno funzionare, compreso il sistema che spruzza l’acqua negli spazi interdentali per imitare la funzione del filo. È quindi una sorta di spazzolino che fa anche da idropulsore dentale, il dispositivo che si usa per rimuovere i residui tra un dente e l’altro con getti d’acqua intermittenti, di solito consigliato a chi ha apparecchi e protesi e non può usare facilmente il filo interdentale.

Chi usa l’idropulsore si guarda in bocca mentre direziona il getto d’acqua, cosa che non si può fare se contemporaneamente ci si sta spazzolando i denti. Gli ingegneri di Dyson hanno quindi provato a risolvere il problema facendo in modo che fosse lo spazzolino a “vedere” i denti, aggiungendo una piccola videocamera vicino alla testina. Ma c’era un altro problema: come far capire allo spazzolino quando si trova tra un dente e l’altro per sparare il getto d’acqua?

La risposta, di questi tempi, non poteva che essere: sfruttando un sistema di intelligenza artificiale.

Attraverso la videocamera e un piccolo sistema di illuminazione, lo spazzolino fa una sorta di mappa della bocca e in questo modo identifica gli spazi tra i denti, attivando il getto d’acqua quando è necessario. Riesce però a farlo solo se tra i denti non c’è schiuma, quindi con i comuni dentifrici non può funzionare. Dyson ha aggirato il problema producendo un proprio dentifricio «non schiumogeno» al prezzo di 10 euro per un tubetto da 75 ml (circa cinque volte il prezzo dei dentifrici più economici).

C’è poi la possibilità di usare un collutorio che non fa schiuma da 10 euro da inserire nella base di ricarica dello spazzolino, che provvede a riempire il piccolo serbatoio sul CameraJet usato per sparare l’impulso tra i denti. E dalle segnalazioni sembra che la maggior parte dei problemi si sia concentrata proprio in quella parte del dispositivo.

Alcuni utenti nel Regno Unito – dove Dyson ha la sua sede principale – hanno segnalato che dopo pochi secondi di utilizzo il loro spazzolino ha smesso di funzionare. Hanno trovato tracce d’acqua nel vano della batteria, cosa che fa sospettare che quei modelli avessero manici non isolati a sufficienza, deformati o montati male. Dyson si è offerta di rimborsare l’acquisto o di sostituire lo spazzolino, ma ha anche sospeso le vendite del CameraJet sul proprio sito indicandolo come «esaurito».

Sui social network alcune persone hanno invece segnalato piccoli infortuni legati al getto sparato dallo spazzolino, che secondo i loro racconti sarebbe troppo forte se per errore colpisce un dente invece dello spazio interdentale. Verificare segnalazioni di questo tipo è difficile e Dyson fornisce istruzioni dettagliate su come usare il prodotto per evitare inconvenienti.

(Dyson su YouTube)

Un utente ha raccontato su Reddit le sue prime esperienze con lo spazzolino e ha pubblicato una lista di soluzioni ai problemi più comuni, che sembrano comunque confermare la questione della sovraingegnerizzazione. In alcuni casi tende a formarsi della condensa tra l’obiettivo della videocamera e l’involucro che la protegge, compromettendo la sua capacità di identificare gli spazi interdentali. Lo spazzolino va inoltre tenuto sempre molto aderente ai denti e con la giusta inclinazione, altrimenti c’è il rischio che spruzzi acqua da tutte le parti.

Mentre lo si utilizza, si accumula molta acqua (o collutorio) in bocca, e anche questo può influire sulla precisione della videocamera. Nei circa due minuti di lavaggio è quindi necessario inclinare la testa in avanti più volte sul lavandino per lasciare che il liquido scorra fuori dalla bocca, cosa che coi metodi tradizionali si fa di solito solo alla fine sputando il dentifricio per non ingoiarlo.

Le persone che hanno usato il CameraJet hanno detto di essere soddisfatte dalla pulizia, ma le complicazioni per il suo utilizzo potrebbero essere un disincentivo per molti. Soprattutto perché il marchio Dyson viene solitamente associato al concetto di semplificazione.

James Dyson impiegò anni prima di riuscire a sviluppare un aspirapolvere che non avesse bisogno del tradizionale sacchetto per raccogliere la polvere, e faticò a trovare un modo per produrlo. Alla fine ci riuscì, dimostrando che molte persone erano disposte a spendere più di quanto si immaginasse per quel tipo di elettrodomestico. Quando non sono vere e proprie imitazioni, oggi molte delle tecnologie utilizzate negli aspirapolvere senza sacchetto riprendono quella stessa intuizione, mentre la vendita dei modelli con sacchetto è in declino.

Il CameraJet sembra seguire una direzione opposta, con l’aggiunta di componenti e complicazioni a una tecnologia semplice ed elementare come uno spazzolino, che se usato correttamente è da secoli uno strumento efficace per mantenere puliti i denti e le gengive. Senza dimenticare il filo interdentale.