La vicepresidente delle Filippine Sara Duterte ha pagato una cauzione per non essere arrestata
- Condividi
- X
- Regala il Post

Sabato la vicepresidente delle Filippine Sara Duterte ha pagato una cauzione per evitare di finire in custodia cautelare dopo che venerdì un tribunale aveva emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti. Duterte è accusata di aver minacciato di far uccidere da un sicario il presidente del paese, Ferdinand Marcos Jr., sua moglie e l’allora speaker della Camera, Martin Romuáldez, cugino di Marcos. Duterte l’aveva detto due anni fa durante una conferenza stampa a tarda notte, in un momento in cui era accusata di corruzione e diceva di temere per la sua vita.
Per non essere arrestata Duterte ha dovuto pagare 360mila pesos filippini (120mila per ogni capo d’accusa), ossia circa 5mila euro. Uno stipendio medio nelle Filippine si aggira intorno ai 18mila pesos al mese, circa 250 euro.
Il mandato d’arresto contro Duterte è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi fra la vicepresidente e il presidente delle Filippine, appartenenti alle due principali dinastie politiche del paese: quella del dittatore Ferdinand Marcos, che governò il paese in modo autoritario dal 1965 al 1986, e quella dell’altro dittatore, Rodrigo Duterte, che ha governato dal 2016 al 2022 e che ora è detenuto all’Aia perché accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità.
Sara Duterte e Ferdinand Marcos Jr. erano stati eletti nel 2022 (nelle Filippine le elezioni per queste due cariche sono disgiunte) dopo aver formato un’improbabile alleanza, che infatti è cessata poco dopo il voto. Da allora, fra le altre cose, Marcos Jr. ha fatto arrestare Rodrigo Duterte, e nei confronti di Sara Duterte è in corso un processo di impeachment, che ha già superato il voto della Camera ed è in fase di valutazione al Senato. Duterte dal canto suo ha detto di volersi candidare alla presidenza nel 2028.


