È morto a 78 anni Fabio Mussi, a lungo importante esponente della sinistra italiana

Fabio Mussi (ANSA/PASQUALE BOVE)
Fabio Mussi (ANSA/PASQUALE BOVE)

È morto a 78 anni il politico di sinistra Fabio Mussi, ex ministro dell’Università e della Ricerca del secondo governo di Romano Prodi, che tra la fine del Novecento e l’inizio degli anni Duemila partecipò alle trasformazioni della sinistra in Italia, spesso guidandole in prima persona. Ex dirigente del Partito Comunista (PCI), dopo il suo scioglimento divenne deputato dei Democratici di Sinistra (DS), di cui guidò il cosiddetto “correntone”: è il termine giornalistico con cui si indicava la sua principale corrente di sinistra.

Partecipò alla fondazione di Sinistra Italiana nel 2007, contrario alla confluenza della corrente più sinistra dei DS nel Partito Democratico, fondato proprio in quell’anno. Attraverso varie legislature era stato capogruppo o vice-capogruppo di partiti o coalizioni di partiti di sinistra.

Mussi era nato a Piombino il 22 gennaio del 1948: i suoi genitori erano operai, e si iscrisse al PCI a 17 anni. Studiò Lettere alla Scuola Normale Superiore di Pisa, iniziando da subito a fare attività politica: entrò nel comitato centrale del PCI nel 1979, a 31 anni, diventando il più giovane componente del comitato. Fu vicedirettore di Rinascita, la rivista del PCI, e negli anni Ottanta condirettore dell’Unità.