Uber ha ricevuto una multa da 825 milioni di euro nei Paesi Bassi per una violazione dei diritti dei conducenti

La sede centrale di Uber a San Francisco, negli Stati Uniti (Paul Morris/Bloomberg via GettyImages)
La sede centrale di Uber a San Francisco, negli Stati Uniti (Paul Morris/Bloomberg via GettyImages)

Uber, la società statunitense conosciuta soprattutto per i suoi servizi di noleggio di auto private con autista, ha ricevuto una multa di 825 milioni di euro per aver disattivato gli account di alcuni conducenti attraverso sistemi automatici e senza averli prima avvisati adeguatamente. La multa è stata ordinata dall’AP, l’autorità che si occupa della protezione dei dati nei Paesi Bassi, dove ha sede la sezione europea di Uber. L’azienda ha detto che farà ricorso.

La multa riguarda fatti avvenuti tra il 2020 e il 2022, quando alcuni conducenti segnalarono di essere stati sospesi perché sospettati di aver commesso frodi, come prendere deviazioni inutili per far aumentare le tariffe. Secondo l’autorità nederlandese, Uber avrebbe violato le norme dell’Unione Europea sulla protezione dei dati, che impediscono alle aziende di usare algoritmi per prendere decisioni che ricadono sulla vita delle persone e impongono loro di dare alle persone interessate la possibilità di opporsi.

Uber ha detto che le sue attuali politiche prevedono che le sospensioni dei conducenti vengano riviste da un addetto e che consentono agli utenti di contestarle. È la seconda volta che l’AP sanziona Uber per la violazione delle norme europee sulla privacy: nel 2024 l’azienda ricevette un’altra multa di 290 milioni di euro per aver trasferito i dati dei conducenti negli Stati Uniti.