La portaerei USS Lincoln sta tornando negli Stati Uniti, dopo nove mesi in Medio Oriente che hanno portato l’equipaggio allo stremo

La Lincoln con altre navi in una foto del 2019 (Mass Communication Specialist 3rd Class Zachary Pearson/U.S. Navy via AP)
La Lincoln con altre navi in una foto del 2019 (Mass Communication Specialist 3rd Class Zachary Pearson/U.S. Navy via AP)

La portaerei della marina statunitense USS Abraham Lincoln, che da febbraio era posizionata in Medio Oriente per partecipare alla guerra contro l’Iran, ha iniziato il viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti, in particolare verso il porto di San Diego. Nelle ultime settimane le condizioni pessime dell’equipaggio erano state denunciate più volte, vista la lunga durata dell’impiego: quasi tre mesi in più della durata tipica di una missione, che è di sei.

A bordo le porzioni di cibo scarseggiavano, c’erano problemi alle tubature e grossi problemi di salute mentale fra i marinai, dovute al pesante carico di lavoro, alla lontananza e al costante rumore, fra le altre cose. Il rientro richiederà quattro o cinque settimane. Per sostituire la portaerei sarà dispiegata una nave simile, la USS George Washington, che è partita in questi giorni dal Giappone.

La USS Lincoln ha un equipaggio di 5mila persone. Aveva lasciato San Diego il 21 novembre 2025: in questi 273 giorni ha partecipato alla guerra in Medio Oriente e al blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani. Non è quasi mai entrata in un porto e ha avuto difficoltà logistiche molto grosse, anche per via dei danni subiti dall’importante base navale statunitense di Manama, in Bahrein, causati dai bombardamenti iraniani.

È la seconda portaerei statunitense richiamata dopo la diffusione di notizie sulle difficili condizioni a bordo durante il dispiegamento in Medio Oriente. L’altra era stata la Gerald R. Ford, richiamata a maggio dopo che a bordo c’erano stati un incendio e grossi problemi agli scarichi dei bagni.

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