In Russia il vicepresidente di Yabloko, partito contrario alla guerra in Ucraina, è stato condannato a 11 anni di prigione

Lev Shlosberg durante un processo a Pskov, Russia, 17 agosto 2026 (AP)
Lev Shlosberg durante un processo a Pskov, Russia, 17 agosto 2026 (AP)

In Russia il vicepresidente del partito liberale Yabloko, l’unico partito esplicitamente contrario alla guerra in Ucraina, è stato condannato a 11 anni e un mese di prigione per aver criticato la guerra in Ucraina. Si tratta di Lev Shlosberg, che ha 63 anni: era stato accusato di aver diffuso false informazioni e di aver screditato le forze armate russe. Era in carcere dallo scorso dicembre. La sua condanna è l’ennesimo tentativo da parte del regime di Vladimir Putin di ostacolare qualsiasi opposizione politica.

Shlosberg ha detto di essere vittima di un processo politico e ha chiesto la fine della guerra in Ucraina.

Soltanto lunedì scorso la Corte Suprema russa aveva deciso di escludere dalle prossime elezioni parlamentari Yabloko, che è il più antico partito liberale e filo-occidentale del paese. Di recente Yabloko era diventato un collettore dell’impopolarità della guerra ed era stato appoggiato dall’opposizione all’estero. In Russia le elezioni non sono libere e la vittoria del regime non è in discussione, ma sono comunque ancora in parte un indicatore dell’andamento dell’opinione pubblica; quando il regime ha capito che il partito avrebbe preso più del solito 1-1,5 per cento, lo ha fatto escludere dalla corsa. I voti sarebbero stati visti come una misura del dissenso per la guerra.

A giugno era stato condannato a sette anni di prigione un altro importante dirigente di Yabloko, Maxim Kruglov, con l’accusa di avere diffuso false informazioni sull’esercito.

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