Il processo per omicidio contro Luigi Mangione è stato rimandato

Luigi Mangione in tribunale a New York, l'11 agosto del 2026 (David Dee Delgado/Pool Photo via AP)
Luigi Mangione in tribunale a New York, l'11 agosto del 2026 (David Dee Delgado/Pool Photo via AP)

Lunedì un giudice di New York ha rimandato l’inizio del processo statale per omicidio contro Luigi Mangione, che venerdì scorso aveva ammesso di aver ucciso l’ex amministratore delegato dell’azienda statunitense di assicurazioni mediche UnitedHealthcare, Brian Thompson, a dicembre del 2024. Mangione l’aveva ammesso durante un’udienza di un altro processo sullo stesso caso, che si sta svolgendo al livello federale, in cui si è dichiarato colpevole di stalking.

Era previsto che le dichiarazioni di Mangione nel processo federale avrebbero condizionato quello statale: dopo l’udienza di venerdì i suoi avvocati avevano presentato un’istanza per chiedere che quasi tutte le accuse statali, compresa quella di omicidio, venissero archiviate sulla base del principio giuridico secondo cui non si può essere perseguiti due volte per lo stesso reato. Nel processo statale Mangione si era dichiarato non colpevole.

Il giudice statale ha posticipato l’inizio del processo dall’8 settembre al 10 dicembre, dando tempo alla procura di New York fino al 9 di ottobre per rispondere alla richiesta di archiviazione degli avvocati di Mangione. È probabile che la procura si opponga, e starà al giudice decidere. Se la richiesta venisse accolta, la sola accusa che potrebbe rimanere in essere sarebbe quella di possesso di documenti falsi.

Mangione rischia comunque l’ergastolo nel processo federale, la pena massima prevista per i due reati di stalking di cui si è dichiarato colpevole. L’udienza in cui verrà emessa la sentenza è stata fissata per il 18 dicembre.

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