Si può governare un paese dormendo tre ore a notte?
È il dibattito nato in Giappone dopo che la prima ministra Sanae Takaichi ha scritto che per lei è diventata la norma
- Condividi
- X
- Regala il Post

In Giappone da alcuni giorni si discute del fatto che la prima ministra Sanae Takaichi lavora troppo e non dorme abbastanza. Il dibattito è iniziato dopo che Takaichi aveva scritto un post su X in cui celebrava il suo ritmo di lavoro e raccontava di essere impegnatissima. Takaichi sosteneva di essere riuscita per la prima volta da parecchio tempo a dormire «ben cinque ore», approfittando di un giorno di festa nazionale, e diceva che da quando è diventata prima ministra «dormire tra zero e tre ore è diventata la norma».
Il suo post ha avuto moltissima visibilità, ma ha anche attirato critiche. Da anni il lavoro eccessivo è un tema sensibile, tanto che in giapponese esiste proprio una parola specifica per le morti dovute a questo motivo: karōshi.
In Giappone lavorare troppo è considerato un segno di dedizione e serietà: è normale che i lavoratori facciano periodi lunghi di straordinario, e di solito ci si aspetta che possano andarsene solo dopo che lo hanno fatto i superiori. Nel 2019 il governo decise di approvare una legge per limitare il numero di ore di straordinario al mese a 45, a seguito del caso di Matsuri Takahashi, una donna di 24 anni che si suicidò dopo un periodo in cui aveva fatto 100 ore di straordinari in un mese.
Toru Kunishige, un parlamentare di opposizione del partito Alleanza Centrista Riformista, ha criticato Takaichi sostenendo che passare lunghi periodi senza dormire «compromette la capacità di giudizio». Un altro parlamentare dello stesso partito, Hiroyuki Konishi, ha accusato Takaichi di lavorare troppo perché sarebbe ossessionata da piccoli dettagli di documenti senza importanza, invece di concentrarsi sul «vero lavoro di un primo ministro, cioè dare istruzioni e decidere le politiche generali».
Takaichi è una politica conservatrice ed è anche la prima donna eletta prima ministra nella storia del Giappone. Ha insistito molto per presentarsi come una leader affidabile e una lavoratrice instancabile: prima di assumere l’incarico aveva promesso di «lavorare, lavorare, lavorare, lavorare e ancora lavorare». Anche se i suoi alleati hanno difeso le sue abitudini, non è la prima volta che i suoi ritmi vengono criticati: era già capitato l’anno scorso, per esempio, dopo che aveva deciso di convocare una riunione alle 3 del mattino.
Nello stesso post, Takaichi parlava anche di cosa fa nei momenti in cui non lavora e del fatto che le faccende domestiche le prendono parecchio tempo: «pulire la vasca da bagno, fare il bagno, cenare, lavare i piatti dopo cena, fare il bucato e le pulizie essenziali». Diceva che dopo essere rimasta alzata fino a tardi per rivedere dei documenti ed essere riuscita a dormire cinque ore, aveva passato il pomeriggio a stirare e a rammendare alcuni indumenti. Anche questo aspetto del suo post ha provocato discussioni, legate alla disparità di trattamento tra uomini e donne.
La società giapponese è molto conservatrice: gli uomini generalmente non si occupano delle faccende domestiche, e al tempo stesso le donne sentono la pressione di doverle svolgere da sé senza ricorrere ad aiuti esterni. È una cosa che ha scritto anche la viceministra degli Esteri, Ayano Kunimitsu, in un post in cui ha difeso Takaichi.


