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  • Martedì 23 giugno 2026

Tutti i guai della Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington

Trump ha dato la colpa ad atti di vandalismo per la continua presenza di alghe, ma la vasca ha problemi strutturali irrisolti praticamente da sempre

La Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington DC, 17 giugno 2026. (Manuel Balce Ceneta/AP)
La Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington DC, 17 giugno 2026. (Manuel Balce Ceneta/AP)
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Dalla scorsa settimana negli Stati Uniti si discute delle pessime condizioni in cui si trova la Reflecting Pool, la lunga vasca rettangolare che c’è sul National Mall, il viale monumentale di Washington che si estende dal Campidoglio al Lincoln Memorial. Il 6 giugno si è conclusa una ristrutturazione da più di 14 milioni di dollari voluta e finanziata dall’amministrazione del presidente Donald Trump, ma nonostante questo l’acqua è verde per la continua comparsa di alghe. Inoltre la verniciatura sul fondo si è scrostata e galleggia nella piscina, che adesso dovrà essere completamente svuotata.

Nei giorni scorsi il personale del National Park Service, l’agenzia federale che gestisce tra le altre cose anche la pulizia dei parchi nazionali e dei monumenti federali, ha versato acqua ossigenata nell’acqua per cercare di eliminare le alghe, senza grossi risultati.

Lunedì Trump ha sostenuto che la comparsa delle alghe e il distacco della vernice siano stati causati da atti di vandalismo: ha comunicato che sono state arrestate cinque persone e che altre cinque sarebbero sotto indagine. Non ha però fornito maggiori informazioni riguardo ai presunti responsabili, né alcuna prova di colpevolezza.

A maggio il presidente aveva parlato del nuovo rivestimento della piscina lodandone la robustezza, e dicendo che non si sarebbe deteriorato neanche se qualcuno lo avesse intenzionalmente tagliato con un coltello. Lunedì invece, citando le accuse di vandalismo, ha raccontato che qualcuno era entrato nella piscina e l’aveva rovinata, proprio con un coltello: «Chi avrebbe mai pensato che qualcuno sarebbe entrato nella vasca, avrebbe preso un coltello e avrebbe iniziato a tagliarla?», ha detto Trump.

Un dipendente del National Park Service che pulisce la Reflecting Pool del Lincoln Memorial, 20 giugno 2026, a Washington (Mark Schiefelbein/AP)

La Reflecting Pool – il nome ufficiale è Lincoln Memorial Reflecting Pool, visto che si trova davanti al monumento dedicato al famoso presidente statunitense – è uno dei monumenti più simbolici e visitati della città e di tutti gli Stati Uniti.

L’anno scorso l’amministrazione Trump aveva annunciato l’intenzione di ristrutturare la vasca in preparazione dei festeggiamenti per il 250esimo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, che si terranno il prossimo 4 luglio: Trump aveva criticato la gestione della Reflecting Pool da parte delle precedenti amministrazioni e aveva detto di voler applicare sul fondo della vasca uno strato di vernice blu scuro, una tonalità ispirata alla bandiera americana e soprannominata “Old Glory Blue”. L’intervento di pulizia e di ristrutturazione voluto da Trump è costato 14,7 milioni di dollari, ma non ha risolto i problemi che la vasca ha praticamente da sempre.

La Reflecting Pool è lunga 619 metri e larga 51, contiene circa 25 milioni di litri di acqua, pompata da un’insenatura del fiume Potomac di Washington. Fu progettata insieme al Lincoln Memorial dall’architetto Henry Bacon. Fu inaugurata nel 1922, e fin da subito c’erano stati diversi problemi nella gestione dell’acqua della vasca e soprattutto della sua pulizia.

Innanzitutto la vasca è poco profonda – la profondità varia dai 46 cm lungo i bordi ai 76 cm nella parte centrale – e questo già di per sé favorisce la stagnazione dell’acqua e la proliferazione delle alghe. È dotata di un impianto per eliminare le alghe, che filtra l’acqua tramite la sabbia e che arricchisce l’acqua di ozono, un gas che uccide alghe e batteri.

Il problema principale non riguarda però la qualità dell’acqua, ma l’impianto idraulico che la fa circolare: le tubature che collegano la vasca all’impianto di trattamento si rompono frequentemente e fanno fuoriuscire l’acqua. Quando le tubature si guastano devono essere chiuse, interrompendo il collegamento con il sistema di filtraggio. L’acqua della piscina rimane così stagnante, a volte anche per settimane. A complicare le cose c’è il fatto che la vasca fu costruita su terreni fangosi, che nel tempo hanno provocato crepe nel cemento e ulteriori perdite d’acqua.

Secondo il dipartimento degli Interni ogni anno si disperdono circa 60 milioni di litri d’acqua, una quantità sufficiente a riempire la Reflecting Pool quattro volte.

Diverse amministrazioni prima di quella di Trump avevano cercato di occuparsi della complessa manutenzione della Reflecting Pool: tra il 2010 e il 2012 Obama finanziò una ristrutturazione da 35 milioni di dollari per un nuovo impianto di trattamento dell’acqua.

Durante il primo mandato di Trump il National Park Service aveva sostenuto che l’unica soluzione ai problemi della vasca fosse un grosso intervento strutturale: sostituire migliaia di metri di tubazioni. Tuttavia l’intervento non è mai stato realizzato.

L’intervento più recente dell’amministrazione Trump è stato fatto assegnando senza gara d’appalto il contratto a una società che aveva già lavorato in passato sulle piscine di uno dei golf club del presidente. L’obiettivo, oltre ad applicare il rivestimento blu sul fondo della vasca, era risolvere i problemi di infiltrazioni inserendo una schiuma e altri materiali sigillanti negli spazi tra le lastre della vasca.

Il rivestimento blu della Reflecting Pool che si sta scrostando, 20 giugno 2026 (Mark Schiefelbein/AP)

Il New York Times ha scritto che l’azienda in questione a fine maggio non aveva ancora impermeabilizzato la vasca come pianificato. Il 29 maggio, oltre la scadenza dei lavori, il segretario agli Interni Doug Burgum aveva annunciato sui social che era stata trovata una soluzione sviluppata insieme a una squadra di ingegneri dell’Esercito. Non ha fornito ulteriori dettagli. A poche settimane dal completamento dell’intervento, tuttavia, sono “riemersi” ulteriori problemi: la ricomparsa delle alghe e il distacco della vernice blu.