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  • Martedì 23 giugno 2026

La Corte Suprema ha ripristinato la condanna per l’omicidio di Etan Patz

Il bambino scomparve a New York nel 1979 ma il presunto colpevole fu individuato solo pochi anni fa, tra molti dubbi

Un ritratto di Etan Patz appeso a una statuetta a forma di angelo in una foto del 2012 (AP Photo/Mark Lennihan)
Un ritratto di Etan Patz appeso a una statuetta a forma di angelo in una foto del 2012 (AP Photo/Mark Lennihan)
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ripristinato la condanna per omicidio contro Pedro Hernandez, l’uomo di 64 anni accusato di aver rapito e ucciso Etan Patz, un bambino di 6 anni che scomparve a New York nel 1979. Negli Stati Uniti il caso di Patz è famosissimo sia perché influenzò molto l’opinione pubblica sulla libertà di movimento da dare ai minori, sia perché rimase irrisolto fino al 2012, quando venne riaperto in seguito a una confessione di Hernandez. La condanna fu decisa in primo grado ma poi annullata in appello.

Patz scomparve mentre andava alla fermata dello scuolabus vicino casa. Le indagini sulla sua scomparsa andarono avanti per anni: nel 2001 venne dichiarato presumibilmente morto, ma il suo corpo non venne mai trovato.

Nel 2012 Hernandez venne arrestato dopo aver confessato l’omicidio del bambino al suo gruppo di preghiera. Dopo oltre sei ore di interrogatorio confessò a tre detective della polizia di New York, dicendo di aver strangolato il bambino nel retro del minimarket dove lavorava come commesso, e dove Patz era entrato a comprare una bibita.

Un primo processo statale contro Hernandez si tenne nel 2015 e finì senza un verdetto, perché la giuria non riuscì a mettersi d’accordo. Il video della confessione era l’unica prova dell’omicidio, ma da subito fu molto criticato perché inizialmente la polizia interrogò Hernandez senza avergli comunicato i suoi diritti (senza l’avviso che negli Stati Uniti si chiama Miranda warning) e senza registrare la conversazione. Lo fece solo in un secondo momento, e Hernandez confessò di nuovo. Secondo gli avvocati di Hernandez, che ha problemi di salute mentale, i poliziotti gli avrebbero estorto la confessione.

Nel 2017 si tenne un secondo processo che si chiuse con la condanna di Hernandez per il rapimento e l’omicidio di Patz, ma nel luglio del 2025 un tribunale d’appello accolse un ricorso, annullò la sentenza e ordinò di svolgere un nuovo processo. Il ricorso si basava sul fatto che durante il secondo processo la giuria chiese al giudice se, nel caso in cui si fosse scoperto che la prima confessione di Hernandez senza il Miranda warning non era stata volontaria, le confessioni successive avrebbero dovuto essere ignorate. Il giudice rispose alla giuria di no.

Secondo la corte d’appello con quella risposta il giudice aveva influenzato la giuria, portandola a emettere un verdetto contro Hernandez. La procura presentò a sua volta ricorso alla Corte Suprema.

Adesso, con sei voti contro tre, la Corte Suprema ha accolto le richieste della procura: per la Corte i dubbi sull’attendibilità della confessione dell’uomo sono fondati, ma in base alla legge federale la corte d’appello non avrebbe avuto l’autorità di annullare la sentenza di un tribunale statale sulla base di valutazioni simili. Con questa decisione, la Corte rimanda di nuovo la questione ai tribunali di grado inferiore. Hernandez intanto resta in un carcere dello stato di New York.

Patz fu una delle prime persone scomparse ad avere la propria fotografia stampata sui cartoni del latte, in quella che oggi è diventata una prassi frequente in casi simili. Nel 1983 il presidente statunitense Ronald Reagan proclamò il 25 maggio, il giorno del suo rapimento, il “Giorno nazionale dei bambini scomparsi”.