È morto Ramiro Valdés Menéndez: era uno degli ultimi leader della rivoluzione cubana ancora in vita

Ramiro Valdés Menéndez (a sinistra) insieme al presidente cubano Miguel Díaz-Canel, il 27 gennaio 2025 (AP/Ramon Espinosa)
Ramiro Valdés Menéndez (a sinistra) insieme a Raúl Castro, il 27 gennaio 2025 (AP/Ramon Espinosa)

Domenica è morto Ramiro Valdés Menéndez, un importante militare e leader cubano, e uno degli ultimi comandanti della rivoluzione che portò al potere un regime comunista a Cuba, negli anni Cinquanta. Menéndez aveva 94 anni ed era stato una figura molto influente all’interno del regime cubano.

Aveva 21 anni quando si unì al movimento rivoluzionario guidato da Fidel Castro, che rovesciò la dittatura di Fulgencio Batista. Fu uno dei primi collaboratori di Castro: nel 1953 partecipò anche all’assalto contro la caserma Moncada, a Santiago de Cuba, la seconda città più importante del paese. L’attacco fu un fallimento militare, ma fu un grande successo politico, e di fatto viene ricordato come l’inizio della rivoluzione cubana.

Non compariva spesso in pubblico, ma ebbe diversi ruoli importanti nel regime. Venne nominato più volte ministro dell’Interno, prima di venire messo in disparte alla fine degli anni Ottanta a causa di alcuni contrasti con Castro. A partire dal 2006 Fidel Castro iniziò ad avere un ruolo meno rilevante nel governo, per via di problemi di salute: quando il potere passò a suo fratello, Raúl Castro, Ramiro Valdés Menéndez venne nuovamente chiamato a ricoprire incarichi di governo, come ministro delle Telecomunicazioni, fino al 2011.