Da luglio il costo del visto per entrare in Giappone passerà da 16 a 80 euro: è il primo aumento dopo quasi cinquant’anni

Dal prossimo primo di luglio i visti per entrare in Giappone costeranno 15mila yen (circa 80 euro) al posto degli attuali 3mila (16 euro), cioè cinque volte tanto, mentre quelli per fare ingressi multipli nel paese passeranno da 6mila (32 euro) a 30mila yen (160 euro). È il primo aumento dal 1978 e il governo giapponese lo ha deciso tenendo conto tra le altre cose dell’inflazione e della fluttuazione nel cambio della valuta in questi decenni. Secondo il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi, che ha presentato la misura venerdì, non ci sarà un impatto immediato sul turismo.
Il visto per entrare in Giappone serve ai cittadini di certi paesi, tra cui Cina e Russia, e a chi ci si vuole stabilire per lunghi periodi di tempo, con alcune eccezioni; non è invece necessario per i cittadini italiani che ci vogliano andare per turismo, visite ad amici e familiari o impegni lavorativi per un massimo di 90 giorni.
Dal 2021 a oggi lo yen ha progressivamente perso valore rispetto alle altre principali monete internazionali, rendendo conveniente per i turisti stranieri visitare il paese. L’inflazione invece è aumentata fino ad arrivare al 2 per cento, un fenomeno relativamente insolito per il paese, e che proprio pochi giorni fa ha portato la Banca del Giappone ad aumentare i tassi di interesse all’1 per cento, il valore più alto dal 1995.
A maggio la Camera alta del parlamento giapponese ha approvato una legge che prevede altri aumenti analoghi, come il costo per prolungare il visto, che passerà da 10mila yen (55 euro) a 100mila (550 euro), o per richiedere il permesso di soggiorno permanente nel paese, che sempre da 10mila passerà a 300mila yen (circa 1.600 euro). Il governo ha giustificato queste misure sostenendo che il Giappone si stia adeguando agli altri paesi occidentali. Il costo per rinnovare il visto, che varia in base alla durata e ad altri parametri, negli Stati Uniti si aggira attorno all’equivalente di alcune centinaia di euro, mentre in Italia va dai 70 ai 130 euro circa.


