Tommaso Miele, indagato nell’inchiesta sul ponte sullo Stretto, si è dimesso dal suo ruolo al Consiglio superiore della magistratura

Tommaso Miele durante una conferenza a Roma nel maggio del 2023 (ANSA/EMANUELE VALERI)
Tommaso Miele durante una conferenza a Roma nel maggio del 2023 (ANSA/EMANUELE VALERI)

Tommaso Miele, una delle tre persone indagate per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta sulle autorizzazioni al ponte sullo Stretto, si è dimesso da presidente del collegio dei revisori del Consiglio superiore della magistratura, l’organo con cui la magistratura si autogoverna (il collegio dei revisori ne controlla bilanci e spese). Miele è un ex magistrato contabile e fino allo scorso febbraio, prima di andare in pensione, era anche presidente aggiunto della Corte dei conti, che invece controlla la corretta gestione delle finanze della pubblica amministrazione: è proprio per questo suo ruolo che è finito nell’inchiesta sul ponte.

Assieme all’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno e all’imprenditore edile Vincenzo Virgiglio, è coinvolto nel presunto tentativo di condizionare la Corte dei conti in uno dei passaggi più delicati dell’approvazione del discusso progetto di realizzazione del ponte, poi bocciato dalla stessa Corte.

Saccomanno è un ex consigliere di amministrazione della Stretto di Messina, la società pubblica a cui il governo ha affidato la realizzazione del ponte sullo Stretto, oltre che dirigente della Lega ed ex commissario del partito in Calabria. Virgiglio invece è un imprenditore edile di Reggio Calabria e presidente dell’associazione Accademia Calabria. Secondo la procura di Roma, i due avrebbero fatto pressioni su Miele per ottenere informazioni riservate e un parere favorevole al progetto, promettendogli di sfruttare le loro relazioni per fargli ottenere incarichi pubblici dopo la pensione. In cambio Miele avrebbe passato loro informazioni riservate, compreso l’orientamento dei suoi colleghi sull’approvazione del progetto.

Miele si è dimesso anche dal Collegio consultivo tecnico del Veneto, per cui si stava occupando in particolare della realizzazione della nuova linea ferroviaria Verona-Vicenza-Padova. Resterà invece consulente della Regione Abruzzo per i progetti di ricostruzione legati alle frane del 2023 nei comuni di Chieti e Bucchianico.

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