L’arbitro somalo a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti non parteciperà ai Mondiali

L'arbitro somalo Omar Artan durante una partita a Rabat, in Marocco, 24 maggio 2026 (AP Photo/Mosa'ab Elshamy)
L'arbitro somalo Omar Artan durante una partita a Rabat, in Marocco, 24 maggio 2026 (AP Photo/Mosa'ab Elshamy)

La FIFA, l’associazione che gestisce i Mondiali di calcio, ha confermato che l’arbitro somalo Omar Artan non parteciperà al torneo, dal momento che lunedì gli Stati Uniti gli avevano negato l’ingresso nel paese senza spiegare chiaramente perché. Artan, che sarebbe stato il primo cittadino somalo ad arbitrare le partite dei Mondiali, era stato respinto all’aeroporto di Miami e costretto a tornare a Istanbul, in Turchia.

La FIFA ha detto di non essere coinvolta nella gestione dell’immigrazione del paese ospitante e che è quest’ultimo (in questo caso, gli Stati Uniti) che decide chi far entrare. I Mondiali si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti: la Somalia è inclusa nel cosiddetto “travel ban”, un provvedimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che impedisce alle persone provenienti da determinati paesi di entrare negli Stati Uniti.

Artan però aveva ottenuto un visto diplomatico e la Federazione calcistica somala ha dichiarato di non avere ricevuto spiegazioni ufficiali sui motivi del respingimento. Anche il governo somalo ha tentato di negoziare, senza successo, con gli Stati Uniti e con la FIFA. Martedì, in un’intervista telefonica da Istanbul al New York Times, Artan ha detto che arbitrare ai Mondiali era il sogno più grande della sua vita. Ha raccontato di essere stato interrogato dalla polizia di frontiera per 11 ore: ha detto di aver mostrato loro i documenti della FIFA e tutto il materiale che attestava la sua carriera, e che gli agenti gli hanno fatto molte domande sul gruppo islamista al Shabaab, che controlla alcune zone della Somalia. Dopodiché è stato trattenuto per alcune ore in una cella di detenzione, e poi è stato fatto ripartire senza che nessuno gli desse spiegazioni.

L’agenzia statunitense per la protezione delle frontiere e delle dogane ha detto che le decisioni di questo tipo vengono prese valutando caso per caso, e che Artan non è stato ammesso negli Stati Uniti per alcuni problemi di verifica non meglio specificati. Le politiche restrittive di Trump sull’immigrazione avevano già causato problemi per l’ingresso negli Stati Uniti di tifosi, giocatori e allenatori, ma quello di Artan è il primo caso in cui un arbitro viene rimandato indietro dopo essere arrivato negli Stati Uniti.

È un arbitro della FIFA dal 2018, e nel 2025 era stato premiato dalla Confederazione calcistica africana come miglior arbitro dell’anno. Nel 2023 e nel 2025 era stato fra gli arbitri della Coppa d’Africa.

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